07mar 2020
LIETI CALICI PER IL BRINDISI DELL’8 MARZO GIORNATA DELLA DONNA
Articolo di: Michele Pizzillo

Chiamarla Festa della donna potrebbe essere riduttivo. Tant’è che l’Onu preferisce che l’8 marzo sia la Giornata mondiale dei diritti delle donne “per riflettere si progressi fatti e invocare un cambiamento, ma anche per ricordare gli atti di coraggio di donne normali che hanno indirizzato la storia”. Il tema di quest’anno, quindi, è #EachforEqual, slogan che invita a impegnarsi attivamente per l’eguaglianza. Speriamo che il 2020 sia veramente l’anno della svolta. Questo, però, non deve fare dimenticare il lato godereccio della Festa della donna e, cioè, brindare con un calice di ottimo vino – abbiamo scelto quelli curati da donne o che in etichetta portano il nome di una donna -, soddisfarsi con un buon cioccolatino, magari scegliere un ristorante dove si è accolti da una donna gentilissima e, perché no, farsi regalare qualcosa di utile. Di seguito la nostra piccola carrellata. I vini

 

Veuve Clicquot – Reims 

La Grande Dame Champagne brut 2008 Babre-Nicole Ponsardin, vedova di Francois Clicquot a 27 anni, si dimostrò donna audace e ardita, nel 1805, quando prese il timone dell’azienda di famiglia, trasformandola una delle grandi Maison delle celebri bollicine francesi. Così, quando si pensò di celebrare il bicentenario della Maison, con la vendemmia 1962 e commercializzato lo Champagne nel 1972, il team dell’azienda scelse il nome La Grande Dame per omaggiare Madame Clicquot e con un grande prodotto – sintetizzato in quattro parole: freschezza, setosità, eleganza, mineralità - ottenuto dal 92% di uve Pinot noir e 8% di Chardonnay, che con la vendemmia 2008, lo chef de caves Dominique Demarville, ha raggiunto la perfezione. La Grande Dame 2008 è un esclusivo assemblaggio di 6 degli 8 storici Grands Crus della Maison, invecchiata dieci anni per poi presentarsi con un bel colore oro chiaro e bouquet possente ma etereo e delicato, sostenuto da note di frutta secca, frutti bianchi maturi e note delicatamente tostate di nocciole e praline. Al palato, dopo il primo approccio forte e deciso, emerge una texture setosa, note agrumate e di frutti rossi, oltre ad una straordinaria freschezza e mineralità. Insomma, una combinazione perfetta di complessità, struttura e forza. Una grande cuvée che ha un notevole potenziale di invecchiamento. E, quindi, il vino adatto perché ogni uomo possa omaggiare degnamente le donne della propria vita.

 

Alice Bel Colle 

Sono un centinaio di piccoli viticoltori che conferiscono le uve a questa cantina dal bel nome – del paese – Alice Bel Colle che, per rassicurare i consumatori, mettono la propria faccia. Sul sito, infatti, appare subito una bella carrellata dei volti dei soci – con numerose donne – che continuano a credere in una struttura creata nel 1955 per valorizzare una delle principali produzioni agricole del territorio. Abbiamo selezionato due vini che riteniamo particolarmente adatti per festeggiare la donna, oltretutto fatti da una donna, l’enologa Diana Reggio che insieme a tutto il team della cantina, sta portando avanti un progetto per esaltare ulteriormente profumi e aromi dei loro vini.

 

Acqui Secco docg (foto 2) Si tratta di un vino aromatico rosso ottenuto da uve Brachetto d’Acqui vinificate in purezza con fermentazione alcolica in vasche di acciaio a temperatura controllata. Il colore è rosso rubino chiaro, accompagnato da un bel profumo aromatico di rosa, fragola e lampone. In bocca è un vino secco ma con una gradevole aromaticità e una leggera nota tannica sul finale che dona una assicura una buona persistenza. Insomma, un vino di pronta beva e di facile abbinamento.

 

Paiè Moscato d’Asti docg (foto 3) Bianco ottenuto da uve Moscato bianco provenienti dai vigneti di Paiè che si trovano sul crinale collinare tra Strevi e Alice Bel Colle. Di colore giallo paglierino, profumo fragrante, fresco, con sentori di fiori di acacia, agrumi, salvia e pesca. In bocca è dolce, con un bell’equilibrio tra acidità e struttura che esalta l’ampiezza degli aromi prevalentemente aromatici. E’ un vino da bere giovane.

 

Capezzana – Carmignano (Prato) 

Più che descriverla, andrebbe visitata questa splendida azienda di proprietà di una raffinata famiglia di collezionisti d’arte, i Contini Bonacossi, tanto da regalare una splendida collezione alla Galleria degli Uffizi di Firenze che occupa ben otto sale. Altre splendide opere d’arte si possono ammirare in azienda – si può soggiornare, gustare la cucina toscana visto che è attiva una scuola di cucina - dove c’è anche una collezione di vini che parte dal 1925. Ed ecco spiegato lo slogan “il gusto della zona di origine è la cosa che più ci interessa da portare avanti” e lo fanno molto egregiamente con i grandi vini e gli splendidi oli che producono. Oggi a portare avanti la storia dei Contini Bonacossi sono Beatrice e Benedetta, nei ruoli di responsabile commerciale e di winemaker, affiancati dalla quinta generazione, Serena e Gaddo che cura le vigne. Si potrebbe dire che è un’azienda quasi prevalentemente al femminile. E, con una produzione di vini particolarmente indicati per festeggiare le donne più importanti della propria vita, con un grande rosso e un dolce fuoriclasse.

 

Barco Reale Carmignano doc 2016

Vino ottenuto da un uvaggio di 75% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon, 5% Cabernet Franc e 5% Canaiolo, vendemmiati a metà settembre e la prima settimana di ottobre. La vinificazione e la fermentazione malolattica avvengono in vasche d’acciaio. L’invecchiamento, invece, in botti di Allier da 25 hl per 6-8 mesi con affinamento di 3 mesi in bottiglia. E’ un vino di colore rosso rubino violaceo ed intenso, profumo ampio, fine, molto intenso, fruttato, con lievi note di rovere e note dolci. Sapore morbido, ampio con tannino dolce a media densità in grande equilibrio con l’acidità. Fruttato e persistente è poi il retrogusto che lascia degli ottimi ricordi.

 

Vin Santo di Carmignano Riserva doc 2011

Poche bottiglie (5.000 da 0,375 l.) di un vero fuoriclasse che chi ha la fortuna di trovarlo, fa un figurone con le proprie donne del cuore. E’ ottenuto da uve Trebbiano, con l’aggiunta di un 10% di altre varietà a buccia bianca. Il colore è ambra brillante che già anticipa le inebrianti suggestioni dei profumi assicurati da datteri, fichi e albicocca essiccati, uva sultanina, cedro candito, miele millefiori, castagnaccio ma solo per citarne qualcuna. Sentori che, insieme ad altra frutta secca, nonché zenzero, zafferano, camomilla, torrone e caffè, deliziano la bocca con una dolcezza magistralmente stemperata dall’acidità. Appassimento dell’uva fino a febbraio sui graticci e affinamento del vino in caratelli da 100 litri di diversi legni, per 5 anni.

 

Castello Pomino – Rufina (Fi) 

Leonia è la trisavola di Lamberto Frescobaldi che nel 1878, all’Esposizione Universale di Parigi, vinse una medaglia d’oro per i suoi vini prodotti nella Tenuta di Pomino dove aveva impiantato i vitigni francesi, vinificandoli poi nella prima cantina italiana a gravità. Una donna audacia e per questo i Frescobaldi, in suo nome, hanno istituito il Premio all’Audacia, che ogni anno, generalmente nel mese di ottobre, assegnano a chi ha il coraggio di osare per realizzare i propri sogni, sa pensare fuori dagli schemi e raggiungere risultati che lasciano il segno. Insomma, un omaggio all’audacia in ogni sua forma: nella scienza, nell’impresa, nel sociale e nello spettacolo. Per omaggiare l’audacia Leonia, in suo nome sono proposti due ottimi spumanti, il brut e il brut rosé

 

Leonia Pomino brut 2015

Vino ottenuto prevalentemente da uve Chardonnay raccolte a mano in cassette da 15kg nelle ore più fresche della giornata che, in cantina, sono sottoposte ad una lenta e delicata pressatura che consente un’estrazione del mosto dal cuore della bacca. Una volta ottenuta la cuvée, si procede ad una chiarifica di 12 ore a freddo che permette l’illimpidimento determinante nella creazione dell’armonia qualitativa. La fermentazione alcolica avviene in acciaio inox e una piccola parte in barrique di rovere francese in parte nuove ed in parte di primo passaggio.
Nel marzo successivo alla vendemmia avviene l’assemblaggio delle diverse cuvée, cui segue tiraggio, rifermentazione in bottiglia con affinamento sui lieviti per 30 mesi. Per arrivare ad un vino elegantissimo, di colore giallo paglierino brillante con riflessi dorati ed un perlage fine e consistente. Il suo bouquet di fiori di agrumi è accompagnato da note di liquirizia e balsamiche ma, anche, di crosta di pane tostato. All’assaggio emergono subito l’effervescenza e la sapidità, seguite da una vibrante freschezza accompagnata da intense note agrumate e una leggera speziatura.

 

 

Donne Fittipaldi – Bolgheri  

In una terra di vini rossi, ci ha pensato il ramo femminile della famiglia Fittipaldi Menarini – con una forte tendenza artistica, tanto da istituire un premio insieme all’Accademia di Belle Arti di Verona - a creare un vino che trasuda “femminilità, eleganza e stile”. Questo è stato possibile riscoprendo una varietà autoctona toscana come l’Orpicchio che, a quanto pare, le Fittipaldi Menarini sono le uniche a produrre quest’uva che permette di ottenere un vino capace di evolversi egregiamente nel tempo con profumi e gusto assolutamente fuori dagli schemi. Lady F igt Toscana Bianco Orpicchio 2018 Uve Orpicchio in purezza, vendemmiate ad inizio settembre nella Vigna Casa. Il mosto illimpidito fermenta parte in legno nuovo e parte in acciaio. Per l’affinamento, il 50% per 6 mesi in carati di rovere francese nuovi, 50% per 6 mesi in acciaio. Di colore giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso è ricco di note fruttate, spezie e sentori leggermente vanigliate. In bocca è ampio, dolci, la bocca è ampia, avvolgente con una minerale freschezza che rende il vino di grande bevibilità e lunghezza gustativa.

 

Fornacelle – Castagneto Carducci 

Erminia igt Toscana Merlot 2011 Stefano Billi e Silvia Manicagli, viticoltori nella zona di Bolgheri, hanno voluto dedicare alla figlia Ermina il loro Merlot in purezza – all’incirca 2.000 bottiglie nelle annate migliori - che vendemmiano a metà settembre e fanno fermentare in barrique aperte, invecchiato 18 mesi in barrique e affinato per altri 18 mesi in bottiglia. E’ un vino di colore rosso rubino brillante molto intenso. Il bouquet è piuttosto complesso tra profumi di frutta rossa ben matura, note balsamiche di eucaliptus e speziate di pepe, lievi toni tostati. In bocca è un vino ampio, con tannino potente ed elegante, e piacevoli note di freschezza che completano un gusto molto accattivante. Il finale è lungo. Vino da servire con tutti i tipi di carne rossa.

 

Giusti Dal Col – Nervesa della Battaglia (Tv)

Giusti Rosé – Vino Spumante Un rosé prodotto dalle migliori uve Pinot Nero e Chardonnay dalla tenuta Abbazia e Recantina, situate nel versante sud del Montello, con vigne piantate su terreno argilloso di colore rosso ricco di ferro. L’uva nera è vinificata in rosato con immediata separazione delle bucce durante il processo di pressatura. La fermentazione primaria avviene a temperatura controllata e la presa di spuma, invece, in autoclave a bassa temperatura. Di colore rosa tenue, perlage fine e persistente, profumo delicatamente floreale con sentori di petali di rosa e note di oleandro e ciclamino. Sapore fresco, morbido e di buona cremosità, sostenuto da note di melograno, ciliegia acerba e lampone. Il finale lo possiamo definire dissetante e persistente. E’ un vino di pronta beva.

 

Il Colombaio di Santa Chiara – San Gimignano (Si) 

Cremisi Rosato di Toscana igt 2018 100% Sangiovese vendemmiato nella prima settimana di ottobre che la famiglia Logi utilizza per produrre generalmente non più di 5.000 bottiglie. La prima produzione risale al 2009, probabilmente per ampliare, non di molto, però, l’offerta prevalente di Vernaccia di San Gimignano. E’ un vino di colore cremisi, dal bouquet fresco e fruttato con note di fragola e lampone. In bocca è vivace, piacevolmente fresco, e con un bel finale salino. Ottimo per accompagnare crudité di carne o di verdure, pasta al pomodoro fresco e basilico, frittata con verdure di stagione ed erbe aromatiche.

 

Isolabella della Croce – Loazzolo (At) 

Un nome, Isolabella, che a qualcuno ricorderà un famoso amaro e degli ottimi vermouth. Beh, è la stessa famiglia, molto legata a questo territorio, tanto che gli eredi si sono sentiti quasi obbligati a fare qualcosa. E, quindi, a creare, nel 2001, una cantina per contribuire alla valorizzazione delle produzioni enologiche della zona, come il Loazzolo, la più piccola doc d’Italia. Noi, in linea con la filosofia di questo articolo, abbiamo scelto tre etichette che portano i nomi di tre donne della famiglia. E, quindi:

 

Augusta Barbera d’Asti Superiore docg Nizza 2015 (foto 4)

Vino prodotto con uve Barbera raccolte a mano, diraspate e pigiate delicatamente. Fermentazione a temperatura controllata, macerazione di 12 giorni, affinamento in piccole botti di rovere per 12 mesi prima dell’imbottigliamento, più 18 mesi di permanenza in bottiglia. Di colore rosso rubino con riflessi viola, intenso profumo di frutta sciroppata, vaniglia e tostato. In bocca rivela una buona struttura e tannini piacevoli oltre ad essere asciutto, caldo e pienamente soddisfacente.

 

Maria Teresa Barbera d’Asti docg 2015 (foto 5) Si tratta di 5500 bottiglie prodotte con uve Barbera vinificate e fermentate a temperatura controllata e vino imbottigliato nella primavera successi alla vendemmia. Di colore rosso rubino con riflessi viola, profumo fruttato, in bocca è asciutto, sapido, fresco, gradevole e beverino al punto da poter essere servito con molti piatti.

 

Serena Barbera d’Asti Superiore docg 2016 (foto 6) Anche questo vino risulta di facile interpretazione e, quindi, ottimo per accompagnare i primi piatti della nostra cucina, grazie all’affinamento in botti da 25 hl di rovere francese per 12 mesi. Di colore rubino intenso e lucente, profumi di frutti rossi con nuance floreali. In bocca freschezza e tannicità sono perfettamente equilibrate. Matura in botti di rovere da 25 hl per 20 mesi.

 

La Leccia – Montespertoli (Fi) 

Renzo, Sergio e Loriano Bagnoli, i più risponderebbero boh, e chi sono? Se accanto al loro nome aggiungi Sammontana, tutti direbbero di conoscerli. Oltretutto sono dispensatori di fresca dolcezza propria quando ci vuole. Per il loro ritorno alla terra, però, i fratelli Bagnoli hanno scelto di affidare alle donne di famiglia – Paola, Sibilla e Angelica – la produzione del vino. E, forse, anche il nome ironico delle loro bollicine.

 

Boh - Vino Spumante di Qualità Brut (foto 7)

Una produzione di sole 5.000 bottiglie ottenute da uve Sangiovese selezionate in vigneto impiantato su terreno argilloso, mediamente calcareo, con 4.200 piante per ettaro. L’uva viene raccolta nelle ore più fresche della mattina per preservarne l'acidità. Dopo le fasi della trasformazione, il vino ottenuto è conservato per 3 mesi sulle fecce, mentre l’imbottigliamento viene effettuato dopo circa 6 mesi dalla presa di spuma. Il colore è rosato brillante, che ricorda i fiori di pesco, con riflessi vivaci e luminosi. Il perlage, fitto e persistente, si caratterizza per una spuma bianchissima che svanisce nel bicchiere in modo lento ed elegante. Al naso si evidenziano aromi di frutta fresca, molto intensi e invitanti, come pesca, fragolina di bosco, papaya matura. Al palato è esaltata una grande freschezza, vivacità e cremosità, con un finale sapido e una gradevole armonia tra le componenti.

 

Leone De Castris – Salice Salentino (Le) 

 

Donna Lisa bianco igt 2017 I Leone de Castris, viticoltori dal Cinquecento e famosi per aver imbottigliato il primo rosato, il Five Roses, avevano deciso di omaggiare una donna fantastica della loro famiglia, Donna Lisa, ovviamente con un vino che sostenesse un lungo invecchiamento e quindi un Salice Salentino rosso riserva. Siccome nel Salento la Malvasia bianca dà ottimi risultati, quando si sono travati davanti a questo bianco emozionante, hanno deciso di chiamarlo semplicemente Donna Lisa. Ottenuto da Malvasia bianca in purezza, è di colore paglierino adamantino con un raffinato ventaglio olfattivo che spazia tra il fruttato, il floreale, lo speziato e note di leggera tostatura. Al palato è emozionante, avvolgente, fresco, sapido e una persistenza gusto-olfattiva appagante e senza fine.

 

Lo Sparviere – Monticelli Brusati (Bs) 

 

Franciacorta docg Rosé Monique (foto 8) 100% di uve Pinot Nero raccolte manualmente in piccole casse con selezione dell’uva in vigna tra l’ultima decade di agosto e la prima di settembre. La fermentazione, a temperatura controllata, avviene parte in acciaio inox e parte in piccoli legni nei quali svolge anche la malolattica. Mentre l’affinamento in bottiglia sui lieviti dura 24 mesi. Di colore rosa salmone che nel tempo vira a riflessi ramati, è caratterizzato da un perlage finissimo e profumo di acqua di rose e frutti rossi. In bocca è un vino elegante, ampio, con una discreta acidità che ben si sposa alle piacevoli note sapide che ne esaltano l’aroma, che ne fanno una bollicina adatta per accompagnare un’ampia gamma di piatti.

 

Masciarelli – San Martino sulla Marruccina (Ch)  

Domenica 8 marzo, il Castello di Montevicoli (foto 9), palazzo baronale del XVII secolo, di proprietà della famiglia Masciarelli, inaugura la stagione primaverile con un brunch dedicato alle donne. Un’iniziativa che merita di essere vissuta perché ci si potrà capire come una donna, Marina Cvetic, prematuramente privata della presenza del marito Gianni Masciarelli – non solo lei, ma tutto il comparto vitivinicolo abruzzese visto il contributo pioneristico assicurato da uno dei viticoltori più innovativi della regione – e insieme ai figli piccoli, in particolare Miriam Lee, prendere la guida dell’azienda e continua il percorso impostato dal coniuge. In questa occasione, si potrà anche degustare il vino che Gianni Masciarelli aveva dedicato alla moglie Marina.

 

Chardonnay Marina Cvetic igt 2017

Si tratta di un vino molto elegante, di colore paglierino con sfumature dorate, si presenta con un intenso profumo fruttato prevalentemente di mandarino e nocciola ma anche di pane abbrustolito e di erbe aromatiche. L’eleganza iniziale si accentua al gusto, con la sua bella freschezza e una lunga persistenza sostenuta di accattivanti sentori di mandorla dolce. Che dire, un fuoriclasse da non perdere.

 

Mine – Novi Ligure (Al) 

Gavi docg 2018 Tutta la filosofia del progetto di Giusi Scaccuto Cabella è sintetizzata in sei righe scritte in rilievo sull’aderentissima retro-etichetta. Praticamente, quella di aver racchiuso in questo vino tutta la sua passione per un territorio ricco di storia e di caratteristiche geologiche e atmosferiche uniche. Tantì vero che per il suo primo Gavi, Giusi, con tre decenni di esperienza nel settore, ha selezionate le uve Cortese di 11 territori, racchiudendo così tutte l’area di produzione del Gavi, circa 1.500 ettari. Ottenendo un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, bouquet complesso che va dalle erbe aromatiche e biancospino a frutta come pera e albicocca, sostenute da una bella nuance agrumata. È un vino elegante, saporito, fresco, con una gradevole vena acida e lunga persistenza in bocca. E’ anche eccellente come aperitivo.

 

Girolamo Russo – Castiglione di Sicilia (Ct)

Nerina Etna bianco doc 2018

Nerina, che poi è la mamma di Giuseppe Russo, è’ un vino espressione della tradizione etnea nella produzione di bianchi di grande carattere. Le vigne a coltivazione biologica e ad alberello, sono impiantate su terreno lavico – a 700 metri di altitudine - che conferisce delle belle sfumature minerali che ne fanno un prodotto capace di sintetizzare il terroir di provenienza. Alla base, un uvaggio fatto di 70% di Carricante e l’altro 30% di Catarratto, Minnella, Inzolia, Grecanico, Coda di Volpe. Fermentazione in barrique con lieviti indigeni e affinamento di 6 mesi in barrique e 2 in acciaio. Di colore giallo paglierino, Nerina è un vino che si presenta con lievi sentori fumé che si aprono progressivamente con note di limone e frutta bianca. Il sorso è salino e minerale, pieno e morbido, con una bella freschezza.

 

Torrevilla – Torrazza Coste (Pv) 

 

La Genisia Cruasé Rosè docg Spumante Metodo Classico (foto 10)

E’ ottenuto da uve Pinot Nero coltivate da alcuni soci della secolare cooperativa, nel Comune di Codevilla e vinificate a pressatura soffice per ottenere un mosto color rosa scarico. Al vino “base” vengono aggiunti lo sciroppo zuccherino e lieviti per attivare la rifermentazione in bottiglia. Dopo l’imbottigliamento, le bottiglie vengono collocate in posizione orizzontale per almeno 24 mesi, per avere la giusta maturazione. Nel bicchiere si presenta con un bel colore rosa tenue brillante con riflessi violacei rosé e perlage fine e persistente. Profumo intenso e delicato molto penetrante. Gusto intenso, fruttato, morbido e armonico, tutto supportato da una piacevole corposità.

 

I Ristoranti

 

Vasiliki Kouzina

Via Clusone, 6

Milano

t. 02.94381405 – 338.3615018

Orari: dal martedì al venerdì 19.00-24.00 - sabato e domenica 12.30-15.30 e 19.00-24.00

Lunedì chiuso

Una bella idea è quella di festeggiare la donna immersi nelle prelibatezze della cucina greca e, oltretutto, coccolati da due donne, la proprietaria, Vasiliki Pierrakea e la chef, Eleonora Barbone (rispettivamente a destra e a sinistra nella foto 11). Vasiliki, ragazza dall’anima nomade, in senso positivo, è arrivata a Milano per completare gli studi e, invece, ha cominciato a lavorare come cuoca a domicilio, maneggiando materie prime greche di qualità nelle cucine altrui, proponendo un piccolo catering di cucina ellenica contemporanea. Poi è stata rapita dal desiderio di dedicarsi alla gastronomia mettendo alla prova la propria creatività e manualità, per offrire ai suoi ospiti una Grecia inedita e soprattutto buon cibo. E, quindi, un ristorante di cucina greca con fantasticherie mediterranee e balcaniche, un accogliente luogo magico nel cuore di Milano. Per la festa della donna, dalla sua bella proposta gastronomica di Vasiliki, abbiamo estrapolato tre piatti che in questi giorni sono sempre disponibili: Fava Santorinis: fave che hanno un sapore del tutto unico, nascono dalla terra vulcanica dell’isola di Santorini, battuta dal vento e poco abituata alla pioggia. Fin dal primo assaggio si riconosce subito la loro impronta minerale, esaltata dall’olio evo di Kalamata e addolcita dall’uvetta di Corinto. Su tutto, una freschissima nota di zenzero. Polpo al miele: uno dei piatti firma da Vasiliki Kouzina. È un insieme di memorie e sensazioni, e il ricordo costante della Grecia: in questa versione viene proposto al miele, profumato con alloro, e accompagnato da cipolle caramellate e foglie di cappero. Mousse di cioccolato al caffè greco: gli ingredienti che compongono questo dessert, dove amaro e dolce si rincorrono nel piatto, sono un gustoso cioccolato fondente, caffè greco, morbido gelato al fior di latte e profumato crumble alla tahina.

 

Due ristoranti che sono chiusi la domenica e che, eventualmente, si può festeggiare la donna anche dopo l’8 marzo. In entrambi i locali le coccole sono doppie: dalla proprietaria e da chi “comanda” la cucina.

 

Cantine Milano Wine&Restaurant (foto 12)

Via Traù 1

Milano

t. 02.66802819

Orari: 12.30-14.30 / 19.30-22.30 –

chiuso la domenica

Daniela Altieri, insieme al fratello Angelo, ha avuto l’idea di creare un locale che a Milano mancava e che, probabilmente, è il primo wine&restaurant italiano, Cantine Milano. Un posto che nasce dalla passione per l’abbinamento cibo-vino, della cucina Italian Style e dal sogno di creare qualcosa di unico nel panorama milanese. E, ci sono riusciti con un 400 etichette di vino, cucina mediterranea, una location elegante e raffinata, che appena entri ti dà la sensazione di trovarti in un bellissimo museo del vino. Cantine Milano, ubicata nel cuore di zona Isola, tra l’area business di Porta Garibaldi e il centro pulsante della movida milanese, è un locale dal design ricercato, come arredi originali di alto artigianato in legno noce canaletto, tavoli in marmo verde Guatemala e ferro grezzo nero cerato. In più, dopo pochi gradini, si può utilizzare la “Wine Secret Room” con tavola imperiale e cantina a vista che custodisce le bottiglie più preziose. E, poi, una proposta gastronomica a base di piatti della cucina mediterranea sapientemente abbinati a vini italiani ed esteri. E, infatti, spiega Angelo Altieri, la nostra mission, è quella di “abbinare, con gusto ed eleganza, ad ogni vino il piatto perfetto”. Insomma, il vino giusto con i prodotti di stagione, sottolinea Daniela, anche per sottolineare la convivialità e la condivisione che caratterizza la cucina mediterranea. Poteva restare chiuso il locale del genere in una situazione d’emergenza, come quella che stiamo vivendo adesso, che potrebbe fare grossi danni anche a momenti di socializzazione? No. Per questo, i fratelli Altieri vanno premiati per il coraggio dimostrato in un momento di grande difficoltà.

 

Muzzi

Via Sottocorno 19

Milano

t. 02.49705205

Orari: da lunedì a giovedì 10.00-22.00 / venerdì e sabato 9.00-16.00

Chiuso domenica

Nato come breakfast & salad bar, oggi Muzzi è una trattoria sana e golosa, dove fare anche colazione. D’altronde l’ambiente caldo, accogliente, colorato e curato in ogni dettaglio di stile, è un invito a sedersi ai suoi tavoli. Il resto lo fanno due graziose e gentilissime ragazze, la proprietaria Jessica Haase, americana cresciuta a Milano e l’amica naturopata Eleonora Borgo che ha studiato i piatti gustosi per apportare benefici all’organismo, “equilibrati come li vorresti a casa se non fossero cosi laboriosi da preparare” dice Jessica. D’altronde la cucina di Muzzi è realizzata con prodotti di stagione, biologici e a chilometro zero, acquistati presso piccoli produttori. Il menù è una proposta di piatti realizzati con ingredienti che lavorano in sinergia tra loro per favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive e che permettono al cliente di gustarne il sapore autentico e genuino. “I nostri menù – spiega Eleonora, che è anche l’illustratrice delle tavole raffigurate nel menù - vogliono essere degli strumenti simpatici e originali pensati per accrescere consapevolezza e conoscenza su quali ingredienti ci possano aiutare nella quotidianità, mantenendo il benessere di corpo e mente”. Come, per esempio, le insalate che diventano il primo piatto, mentre le proteine vengono ripensate come contorni. Le insalate e le verdure, sempre di stagione, vengono accostate a semi di canapa, ricchi di omega3 e antinfiammatori, al rosmarino dalle proprietà afrodisiache, alle mandorle ritenute anti-aging o alle noci che combattono lo stress. Sempre bilanciate sono le preparazioni dove semi, spezie e aromi diventano l’ingrediente “sorpresa”, assieme ai condimenti, studiati per ogni insalata. Completano il menù, le vellutate, calde nei mesi invernali e fresche in stile gazpacho nei mesi estivi, le tostate e infine i dolci fatti in casa, per la maggior parte vegani. Foto di 

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Photo Credits

Photo 1 : ALBERTO FABREGAS da Pixabay
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