23giu 2020
DEGUSTAZIONE CON IL PRODUTTORE: ALICE BEL COLLE
Articolo di: Fabiano Guatteri

La Cantina Alice Bel Colle  ha mutuato il nome del comune in cui risiede nell’Alto Monferrato Acquese a 420 metri di altitudine, poco distante da Acqui Terme con vigneti che si estendono nelle province di Asti e di Alessandria.

 

La località gode di un microclima particolare. Grazie alla vicinanza dell’Appennino ligure, le estati sono fresche con una buona escursione termica tra il dì e la notte che consente alla vite di non “bruciare” i profumi che si formano durante la maturazione, i quali verrebbero degradati dal troppo caldo. I suoli, decisamente calcarei, danno vini molto fini a livello di profumi, e il calcio è un elemento importante per la vite che si adatta bene ai terreni che ne sono ricchi. Inoltre l’altitudine permette di meglio valorizzare i profumi e infatti è la zona dei vini aromatici Moscato e Brachetto ma crescono bene anche altri vitigni non aromatici come lo chardonnay e il barbera.

 

La Cantina è una Cooperativa nata nel 1955 che conta 100 soci, 350 ettari vitati dei quali 200 a moscato, 60 a brachetto, 50 a barbera e il resto diviso tra chardonnay, cortese e dolcetto. Alla Cantina piace definirsi grande azienda agricola familiare con una famiglia composta da 100 componenti.
Abbiamo degustato alcune etichette Alice Bel Colle (foto 1) in videoconferenza organizzata su piattaforma Zoom dall’agenzia di comunicazione Multimedia; i vini sono stati presentati dall’enologa della Cantina Diana Reggio (la Cooperativa si avvale anche della consulenza esterna di Beppe Caviola), con la presenza del Presidente della Cantina Claudio Negrino e di Daniele Bianco che segue l’aspetto commerciale (foto 2 da sinistra Bianco, Reggio, Negrino).

 

Daniele Bianco ha precisato che Il mercato della Cantina è splittato in due grandi gruppi. Il primo, ossia la parte più importante del fatturato, è rivolta alla vendita di vino ad altre piccole e medie realtà locali che a loro volta lo imbottigliano con le proprie etichette. Il secondo gruppo è costituito dalla vendita del vino in bottiglia e rappresenta circa il 25%. E’ questo il mercato che la Cantina negli ultimi anni sta cercando di incrementare e consolidare. Mercato a sua volta diviso tra vendite all’estero e in Italia, queste ultime avvengono in buona parte direttamente presso il punto di vendita aziendale.

 

I vini degustati

 

Asti Metodo Classico Docg (foto 3)
Il 65% delle uve che vengono conferite in cantina sono di moscato pertanto per la Cooperativa lo spumante è un prodotto fondamentale. Il Metodo Classico è una chicca e come ogni grande vino è vinificato partendo da una grande uva. L’annata degustata è la 2013, ed è insolito stappare un Asti affinato così a lungo. Per produrlo la vendemmia è leggermente anticipata di 4-5 giorni rispetto alla raccolta delle uve destinate alla produzione del Moscato d’Asti tappo raso. Dopo la pressatura e l’ottenimento del mosto è effettuata una prima fermentazione come per il Moscato, sino al raggiungimento di 5,5 gradi di alcol svolto con 120-130 g/l di zuccheri. Viene allora effettuata una seconda fermentazione senza aggiunta di zucchero, visto che il vino ne è ricco, ma solo con i lieviti; con gli zuccheri presenti potrebbe svilupparsi sino a 35 atmosfere (una bottiglia può sopportarne non più di 10). Pertanto quando il vino ha raggiunto una certa sovrappressione, è messo in cella frigo per bloccare la fermentazione, dove viene lasciato per un intero anno, ossia per tutto il periodo della presa di spuma. L’Asti in degustazione è stato sottoposto a tiraggio nel 2014 con sboccatura nel 2015. Dimostra pertanto una notevole tenuta nel tempo: in cantina non si attendeva una longevità come questa a sboccatura avvenuta, ossia quando non ci sono più i lieviti che impediscono l’ossidazione. Il vino possiede 7,5 gradi alcolici e circa 80 g/l di zuccheri.

Nel calice possiede colore giallo paglierino;

i profumi sono quelli varietali con note agrumate intense e ricordi di frutta secca;

in bocca è equilibrato, dolce senza essere stucchevole, complesso e ben strutturato. 

 

Il paese dove ha sede la Cantina sorge sulla sommità di un colle dove dalla piazza principale si gode una vista panoramica a 360 gradi, dalle Alpi agli Appennini. In onore di questa ampiezza visiva è stata dedicata la linea di vini 360 che riproduce in etichetta le case della località.

 

 

360° Collezione Coste di Muiran Dolcetto d’Acqui Doc (foto 4)
Quando la buccia del dolcetto comincia ad appassire e il rachide diventa rosso, se con una scrollata al filare alcuni acini si staccano dal pedicello occorre procedere subito con la vendemmia senza lasciar passare altro tempo. Coste di Muiran deve il nome a Moirano che è la zona di provenienza di gran parte delle uve. Dopo la pigiatura ha luogo una brevissima macerazione prefermentativa, per estrarre profumi, segue l’inoculo dei lieviti e la macerazione-fermentazione in vasche da 40 quintali di uva, a temperatura controllata. E’ poi la volta dell’affinamento in vasche di acciaio per la durata di qualche mese. D’estate è imbottigliato e lasciato maturare in bottiglia per circa un anno perché i tannini sono importanti e pertanto l’affinamento richiede tempo per armonizzare la struttura tannica del vino. 3000-3500 bottiglie.

Nel calice riflette colore rosso rubino con sfumature viola;

al naso è ampio con sentori di piccoli frutti estivi;

in bocca è ben strutturato, decisamente secco, con tannini composti e lungo finale. 

 

 

360° Collezione Al Casò Barbera d’Asti 2019 (foto 5)
Le uve provengono da vigne diverse, ciascuna vinificata separatamente in vasche piccole. La macerazione del pigiato si protrae sino alla fine della macerazione alcolica. Segue la fermentazione malolattica. La Barbera si avvantaggia se sottoposta a questa macerazione perché essendo piuttosto acida, il gusto aspro e tagliente viene ammorbidito. L’affinamento avviene in vasche di acciaio e a primavera ha luogo l’imbottigliamento. La vinificazione vigna per vigna è utile all’enologa Diana Reggio per la preparazione della cuvée ma è funzionale anche alla cantina in quanto quando i vini sono pronti per essere assemblati, i soci sono convocati per l’assaggio dei loro vini. Ciò stimola una sana competizione che si rivela positiva in quanto incentiva i singoli vignaioli a fare sempre meglio così da portare a miglioramenti nell’annata successiva. Bottiglie prodotte 6 mila. Zuccheri residui zero. La cifra stilistica di Diana Reggio, come precisa il Presidente, si concretizza nella realizzazione di vini molto dritti, verticali, incisivi, di carattere che rispettano il carattere dell’uva.

Possiede colore rosso rubino intenso;

il profumo ricorda frutti estivi quali la prugna e sentori floreali di viola;

il gusto è equilibrato con acidità presente, ma ben levigata.

 

Alix Barbera d’Asti Superiore Docg 2017 (foto 6)
E’ la Barbera più rappresentativa della Maison, tant’è che Alix era il toponimo di Alice Bel Colle. L’annata 2017 è stata difficile con gelata primaverile, estate siccitosa che ha visto un’ unica precipitazione a luglio con grandine; alla scarsa produzione va aggiunta la siccità che ha portato a una vendemmia anticipata, con scarsa resa in vigneto, e con uve asciutte con conseguente scarsa resa uva-vino in cantina. Si è dovuto lavorare d’anticipo per evitare che l’uva potesse sapere di cotto a causa della disidratazione, che in queste annate è una possibilità concreta. Assaggiando i vini dopo svinatura ogni anno veniva sempre scelto per la produzione di Alix il vino di una determinata vigna e questo ha permesso di ottenere una certa continuità organolettica del prodotto nel tempo. Dopo la pigiatura e la macerazione in acciaio a temperatura controllata, il vino è affinato 12 mesi in legno grande e in barrique dove svolge la fermentazione malolattica; l’affinamento prosegue in bottiglia per altri 12 mesi. Alla degustazione possiede colore rosso rubino con sfumature granate. Il profumo è fruttato con sentori di prugna e di amarena e nota di spezie dolci. In bocca è corposo, di salda struttura; in piena corrispondenza olfattiva riproduce ricordi fruttati, nuance speziate e una nota di mandorla; lunga la persistenza. Al contrario dei vini rossi precedentemente degustati per i quali sono stati utilizzati tappi tecnici Diam, per Alix è stato scelto un tappo di sughero monopezzo in quanto permette al vino una maggiore evoluzione. Il tappo Diam, come spiega Diana Reggio, ha una permeabilità più bassa rispetto al monopezzo di sughero, e ha il vantaggio di dare uniformità ai vini senza mai conferire mai sentori di tappo o altri odori spiacevoli. I vini tappati con il Diam hanno caratteristiche costanti, uniformi, mentre quelli, pur della stessa produzione, tappati con il monopezzo possono presentare diversità da bottiglia a bottiglia. Ma con il Diam il vino evolve meno, rimane più “immobile”. Per Alix è stato pertanto utilizzato un tappo monopezzo di qualità superiore, con densità calibrata, omogenea, che permette di dare più omogeneità al vino rispetto al sughero standard, ma al tempo stesso una maggiore evoluzione.

Nel calice riproduce colore rosso rubino con sfumature granate;

profumo di ciliegia, prugna cui seguono sentori di menta e nuance tostate e speziate;

in bocca ancora fruta estiva, prugna, ciliegia , amarena con note speziate; solida struttura, buona acidità e tannini  bene intessuti; lungo finale.

 

 

Senza Denominazione (foto 7)
E’ stato quindi presentato un vino senza denominazione in etichetta proposto in degustazione non tanto per riconoscerne le uve, quanto per valutarne le potenzialità anche in fase di abbinamento senza essere influenzati dal vitigno.
Annata 2018 di colore delicato, rubino scarico che ricorda quello del Grignolino è, come lo ha definito Diana Reggio, un vino tutto di naso. Da servire freddo, possiede grande aromaticità, grandi profumi diversi da quelli che solitamente hanno i vini rossi. In bocca è immediato e non ci si aspetta un finale così asciutto.
Si tratta di un vino ottenuto da uve brachetto, vinificato secco commercializzato con la denominazione MonteRidolfo Acqui Secco Docg. Nella fase macerativa a freddo è stato utilizzato CO2 in scaglie per abbassarne la temperatura e soprattutto per allontanare l’ossigeno che nelle prime fasi della vinificazione è deleterio soprattutto per il Brachetto sia per gli aromi, sia per il colore, perché possiede un patrimonio di antociani piccoli con facile ossidabilità. Un punto critico nel corso della vinificazione consiste nel mantenere il colore verso tonalità violacee e non farlo evolvere verso sfumature aranciate. Dopo la macerazione a freddo di 48 e più ore sono inoculati i lieviti selezionati così da innescare la fermentazione su vinaccia con macerazione corta per non estrarre troppi tannini, perché il Brachetto ha pochi antociani, ma molti tannini, e non troppo morbidi, talvolta erbacei. Per cui la fermentazione prosegue senza vinacce sino a ottenere un vino secco. L’intero processo avviene in acciaio a temperatura controllata, con massima protezione dall’ossigeno anche durante i travasi sino all’imbottigliamento in primavera; segue un breve affinamento in bottiglia.

Come detto il colore è rosso rubino scarico;

il profumo è intenso, con ricordi floreali e di piccoli frutti;

in bocca è secco, aromatico con una delicata presenza tannica. 3000 le bottiglie prodotte.

 

Lavorare in cantina nel rispetto del carattere dell’uva richiede perizia, pazienza, competenza ma soprattutto amore per quello che è il frutto di un intero anno di lavoro nel vigneto. A volte è più facile stravolgere che riprodurre i caratteri originari. I vini degustati sono molto convincenti, la malolattica ha saputo ingentilire rossiche per certi versi avrebbero potuto essere ruvidi senza però falsarne il carattere, il rigore. Vinificare con zero zuccheri residui è una scelta di campo, è chiudere le porte alle scorciatoie, alla facile commercializzazione e significa essere sostanzialmente rigorosi e onesti anche con sé stessi. Siamo rimasti piacevolmente convolti dal Brachetto vinificato secco che ci ha emozionato. Riteniamo che sia un vino molto attuale, godibile, abbordabile da esperti e meno esperti e cogliamo un'accattivante nota femminile .

 

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Indirizzo : Regione Stazione 9 Alice Bel Colle
Telefono : +39 0144.74103
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