09dic 2018
GENAGRICOLA LA PIÙ ESTESA REALTÀ AGRICOLA ITALIANA | I VINI
Articolo di: Fabiano Guatteri

In occasione dell’incontro di Genagricola con la stampa, di cui abbiamo scritto qui, nel corso di un lunch presso il Ristorante Ceresio 7 a Milano sono stati serviti alcuni vini della holding.

 

Con l’aperitivo è stato stappato il Torre Rosazza Blanc di Neri. Prima di entrare nel merito delle caratteristiche organolettiche, va innanzitutto detto, come ha spiegato Giovanni Casati, Responsabile della funzione Vigneti e Cantina della Divisione Vinicola Genagricola, che Torre Rosazza è un’Azienda che produce vini dagli standard qualitativi molto elevati. Alcune etichette qui prodotte hanno raggiunto punteggi elevatissimi nelle guide specializzate e da parte di Wine Spectator. Come si può evincere dalla denominazione, Blanc di Neri è ottenuto da uve a bacca nera. E’ uno Spumante Metodo Classico che sosta sui lieviti per 18 mesi. Si tratta di un vino insolito considerato che è ottenuto da uve schioppettino, dette anche ribolla nera, utilizzate di prassi per la produzione di vini rossi, ma nel nostro caso vinificate in bianco. Il calice mostra fini bollicine che solcano il vino colore paglia che vira al dorato. Al naso si avvertono sentori di mirtillo nero, di ribes nero otre a una nuance delicatamente speziata. Dotato di sapore pieno è definito da una garbata quanto tenue nota zuccherina. Può essere servito con gli antipasti, che in genere sono preparazioni delicate, ma anche con piatti dal sapore più accentuato.

 

Per aperitivo è stato servito anche il Tenuta Sant’Anna Prosecco Doc millesimato 2017, spumantizzato in autoclave dove sosta per 6 mesi. Di un bel colore paglierino con riflessi verdi, possiede spuma ricca; al naso si rivela fruttato con ricordi di mela renetta e in bocca è piacevolmente fresco.

 

Con la Battuta di ricciola, puntarelle, alici e pepe rosa (foto 2 ) sono stati serviti due vini: Bricco dei Guazzi Chardonnay Piemonte Doc 2017 (foto 3) e Torre Rosazza Ribolla Gialla COF Doc 2017 (foto 4). Bricco dei Guazzi è una realtà piemontese su cui Genagricola ha deciso di investire. Lo Chardonnay, prodotto con le omonime uve in purezza, fermenta in acciaio e affina sui lieviti per 4 mesi prima di essere imbottigliato. Di colore giallo paglierino ha profumo tenue e sapore morbido e delicato.

 

La Ribolla nasce da vigneti ben esposti che godono di un microclima ideale. Giovanni Casati definisce questo, così come altri vini di Torre Rosazza, “democratico” in quanto la qualità è accompagnata da prezzi di vendita molto abbordabili.
Il vino fermenta in acciaio, si affina sui lieviti prima dell’imbottigliamento e alla commercializzazione unisce al colore giallo paglierino un impatto olfattivo armonico dominato da ricordi di fiori e frutti. In bocca è fresco, compiuto, di grande piacevolezza. Questa Ribolla ci ha emozionato più di altri vini.

 

Con il Filetto di sorana, spinaci e zucca (foto 5) sono stati abbinati due rossi molto ben caratterizzati. Il primo è  Costa Arente Valpolicella Ripasso Doc 2016 (foto 6). L’azienda, acquisita nel 2015 è stata, come sottolinea Casati, creata da zero con la mission di produrre un Amarone competitivo nei confronti delle migliori etichette. Il primo Amarone prodotto da Genagricola sarà commercializzato nel 2020 ossia dopo 4 anni dalla vendemmia. Oggi è però disponibile questo Ripasso. Si tratta di vini in piena evoluzione in quanto la cantina è stata appena costruita così come il nuovo fruttaio e solo quando saranno a pieno regime i risultati daranno ragione degli investimenti attuati. Per il Ripasso sono utilizzate le uve corvina, corvinone e rondinella allevate con rese bassissime; il pigiato macera in acciaio a temperatura controllata. Il vino a inizio febbraio, viene ”ripassato” sulle bucce dell’Amarone appena svinato, per un periodo di15 giorni; in seguito il solo vino affina in botti di Slavonia per 9 mesi, quindi per 3 mesi in bottiglia. Nel calice presenta colore rosso rubino con riflessi porpora profondi. Al naso e in bocca è un tripudio di frutti rossi e in particolare la ciliegia. E’ un rosso strutturato con tannini composti e attitudine all’invecchiamento.

 

Il secondo vino è Bricco dei Guazzi Albarossa Piemonte Doc 2016 (foto 7). L’Azienda crede profondamente in questo vitigno autoctono e il consumatore fidelizzato non retrocede neppure dopo gli aumenti di prezzo dovuti alle nuove onerose pratiche colturali messe in atto tant’è che a un aumento di listino ha fatto seguito un incremento delle vendite. Il vitigno è l’incrocio tra uve barbera e nebbiolo; il pigiato macera in acciaio, quindi il vino affina 6 mesi in barrique e 12 mesi in botti da 30 ettolitri. Di colore rosso rubino intenso unisce sentori fruttati a ricordi di spezie e di cacao. In bocca è peno, giustamente tannico, persistente; è un vino di grande soddisfazione.

Per ultimo, con i Petit fours  (foto 8) il Torre Rosazza Picolit COG Docg 2015 (foto 1 e 9), prodotto con uve fatte appassire 60 giorni, periodo in cui perdono il 40 per cento dl proprio peso. Di colore dorato è un vino con note di miele e di frutta matura estiva capace di accompagnare i dolci, così come i formaggi ben caratterizzati,

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