21gen 2019
GRAPPA E COCKTAIL | LA VERSIONE CASTAGNER
Articolo di: Fabiano Guatteri

Qual è il distillato nazionale? Inutile starci a pensate, è la grappa, ossia l’acquavite di vinacce. Bevanda storicamente popolare, è solo alla fine del secolo scorso, grazie all’intraprendenza di alcuni produttori, che perde il carattere ancillare e un po’ grossier per diventare un distillato senza sensi di inferiorità ne confronti di whisky e Cognac. Ciò grazie anche all’evoluzione avvenuta nel frattempo in campo enologico. Infatti, le vinacce arrivano nelle distillerie sempre meno esauste, permettendo di realizzare distillati sempre più nobili e di pregio. Il distillatore, a sua volta, anziché utilizzare vinacce mescolate casualmente, comincia a produrre grappe monovitigno e grappe da blend equilibrati. Inoltre gli alambicchi discontinui, a bagnomaria, al vapore... a loro volta permettono di ottenere prodotti raffinati.

 

Però, per quanto la grappa oggi sia ben diversa da quella del secolo scorso se si parla di miscelarla in cocktail... sono in molti a storcere il naso. Ciò perché ha un aroma così preciso, penetrante, intenso, da renderla inadatta al bere miscelato al contrario della vodka dal profumo sottile o del rum dal sapore rotondo. Ma, non bisogna generalizzare. E a una grappa nobile, competitiva, pensa il fine distillatore Roberto Castagner patron dell’omonima distilleria da lui fondata alla fine degli anni novanta, che destina parte delle proprie acquaviti all’invecchiamento così che il tempo le possa ammorbidire.

 

E oggi sono morbide, dal profumo suadente. Al tempo stesso ora è nata Casta, grappa prodotta proprio per destinarla alla miscelazione, frutto di un lavoro di squadra tra bartender e la Distilleria Castagner rappresentata da Giulia, figlia del fondatore. Casta è sottoposta a 5 distillazioni così che solo gli aromi fruttati e floreali sono “estratti” per connotare l’acquavite. Delle vinacce, grazie a una tecnologia avanzata, è utilizzata solo la parte nobile, separandola da vinaccioli e pedicelli in modo da eliminare sentori di tannino e ottenere un prodotto delicato.

 

Ma la grappa è miscelabile?

 

Giulia Castagner ha presentato alla stampa a Milano assieme alla bartender di Pescheria con Cottura, la location che ha ospitato l’evento, alcuni cocktail a base di grappa accompagnati con appetizer della cucina. Oltre a Casta le altre etichette presentate erano Fuoriclasse Leon 7 anni, grappa invecchiata 7 anni in barrique, dal profumo intenso, ricco e complesso e dal gusto morbido e rotondo. In Casta vi è lo stile di Giulia che ha scelto la felice denominazione abbreviando il proprio cognome, mentre Fuoriclasse è l’esprit di Roberto. Oltre a queste due grappe molto diverse, è stato presentato l’Amaro Leon Castagner, figlio anch’esso di una grappa, la Fuoriclasse di Prosecco affinata in barrique, nella quale sono state messe in infusione 45 botaniche.

 

La bartender di Pescheria con Cottura, con queste tre etichette ha creato altrettanti cocktail.

 

Il primo, Ametista (foto 1), prende il nome della pietra viola e ne riproduce il colore. E’ un mix di grappa Casta, Liqueur de Violette Briottet e succo di Limone fresco abbinato a Canapè con mascarpone al nero di seppia, caviale di acciuga e aneto. Ametista è una miscela fresca, garbata, con delicate note floreali.

 

Il secondo cocktail è Ambra (foto 2), mix di Amaro Leon, Carpano Antica Formula, Mezcal verde momento abbinato a Carciofo pastellato su fonduta di bagna cauda, limone candito, menta: in Ambra
si colgono note fumé con ricordi di liquirizia, evidenti al gusto, comunicati dall’amaro.

 

Il terzo cocktail è Topazio Imperiale (foto 3) una miscela di Fuoriclasse Leon 7 anni, Liquore al Mandarino Varnelli, Mastic, Peychaud’s bitter abbinata a Ombrina alla griglia con coulis di pomodorino confit affumicato, basilico.
E’ un cocktail dal gusto pieno, rotondo, di grande soddisfazione con note agrumate e amaricanti e sensazioni di tabacco.

 

Felici i cocktail così come gli abbinamenti ad appetizer ben costruiti. E la grappa? pur "cercandola" nei cocktail degustati non se ne colgono gli aromi pungenti  come ci si potrebbe aspettare, ma i tratti più raffinati.
Queste grappe, a parere nostro, hanno superato brillantemente la prova  cocktail. E un Negroni utilizzando Casta al posto del Gin?

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