08apr 2019
MINI GUIDA A VINITALY 2019 (2)
Articolo di: Michele Pizzillo

A questo Vinitaly c’è solo il rischio di fare qualche incontro sgradevole – ovviamente secondo il proprio punto di vista -, visto la massiccia presenza di politici che – improvvisamente o finalmente – hanno scoperto il mondo del vino che siccome “tira”, potrebbe far raccogliere qualche voto in più. Insomma, un grande affollamento. Con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che domenica è stato ospite delle Cantine Ferrari e ha brindato con la famiglia Lunelli. D’altronde le bollicine Ferrari rappresentano il brindisi italiano per eccellenza, che da oltre un secolo celebra i momenti più rilevanti della vita istituzionale, culturale e sportiva del nostro Paese

 

BERLUCCHI (Foto 2), Regione Lombardia, Area Franciacorta, stand B/C 15,

Palaexpo l’azienda che ha inventato il Franciacorta, alla 53° edizione di Vinitaly svela le sue novità per il 2019. Infatti, la Famiglia dei Franciacorta Berlucchi ’61 Nature - la linea “purista” della Guido Berlucchi che propone i Franciacorta millesimati e non dosati provenienti dai vigneti di proprietà più vocati - si arricchisce di un nuovo prodotto, il Berlucchi ’61 Nature Blanc de Blancs 2012 (100% Chardonnay). Rappresenta la più pura espressione dello Chardonnay del territorio di Franciacorta che, ottenuto interamente dalla porzione centrale di una singola vigna, gode di straordinaria rotondità ed equilibrio grazie alla particolare esposizione a cui questo vigneto deve il suo nome “Arzelle”, che nel dialetto locale significa arso dal sole. Queste caratteristiche, unitamente al lavoro in vigna e in cantina, conferiscono al vino struttura, sapidità e finezza supportata da una buona ed equilibrata acidità e da una bollicina fine e persistente.
Questo esordio va a coronare un anno particolarmente ricco di riconoscimenti per la Guido Berlucchi, che nel 2018 ha ricevuto tra gli altri il Premio Speciale Bollicina dell’Anno 2019 dalla Guida dei Vini del Gambero Rosso. Tra i premi internazionali, in evidenza l’ambito riconoscimento di Best Franciacorta e Best Italian Sparkling Wine del concorso internazionale “Champagne and Sparkling Wine World Championships” di Tom Stevenson e la review sul portale della Guru della critica enologica Jancis Robinson, in cui Walter Speller ha recensito Berlucchi ’61 Nature 2011 con 18/20, il punteggio più alto di sempre, degli ultimi 10 anni, per un Franciacorta nella storia dell’autorevole portale internazionale.
L’evoluzione positiva della Berlucchi è “da ricercare nella piacevolezza dei nostri Franciacorta, in cui
eleganza e freschezza decretano lo stile aziendale, e nell'impegno - da sempre un punto focale per l’azienda - rivolto a pratiche agricole ed enologiche innovative e sostenibili che hanno portato alla quasi totale conversione in biologico dei suoi vigneti, diventando così un modello imprenditoriale di riferimento per l’intera zona – sottolinea Arturo Ziliani, amministratore delegato ed enologo dell’azienda -. Questo impegno sul territorio si svilupperà a breve anche attraverso la creazione di un progetto culturale, che sarà annunciato nelle prossime settimane, e che vedrà il restaurato del seicentesco Palazzo Lana a Borgonato divenire un vero e proprio “hub” di pensiero, non solo dedicato alla Franciacorta ma anche ad una nuova e contemporanea visione del futuro, in molte delle sue declinazioni.
A Verona, in degustazione ci sono anche le nuove annate della gamma Berlucchi: ’61 Nature 2012 (70% Chardonnay e 30% Pinot Nero, lanciato nel 2016) e ’61 Nature Rosé 2012 (100% Pinot Nero, protagonista di
un folgorante successo nel 2018).


BONZANO (foto 3), pad. 10, stand C2
Questa giovane cantina del Monferrato voluta dalla Famiglia Bonzano, è nata con idee precise tant’è vero che in solo tre anni ha portato gli ettari vitati da 7 a 20, la produzione da 20.000 a 60.000 bottiglie e al Vinitaly presenta il suo primo spumante brut, La Mandoletta Metodo Classico 2016, affinato 28 mesi sui
lieviti, sboccato nel 2019, che rappresenta perfettamente il territorio che, com’è noto, è Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco. Mandoletta è uno spumante decisamente accattivante, dal colore paglierino brillante agli aromi di crosta di pane, su trama floreale e fruttata, che invitano immediatamente all'assaggio. Il sorso è pieno e ricco, grazie alla bollicina cremosa, che accarezza il palato avvolgendolo completamente. Il progetto vinicolo della Bonzano Vini è sostenuto dalla collaborazione con Donato Lanati e, nello stesso tempo, i Bonzano vogliono evidenziare tutta la loro ambizione nel collocarsi in prima linea nella promozione del territorio monferrino, attraverso la forza e la riconoscibilità dei suoi prodotti.

BUBBLE’S, presso Associazione città del vino, pad. 8, stand G7
Lunedì 8, alle ore 10, nella saletta incontri sarà presentato il magazine No.#7 di Bubble’s, la rivista-libro in edizione cartacea dedicata a tutti i luoghi, ambienti, locali, esercizi che contribuiscono a creare stile e bellezza del patrimonio nazionale, che sono il contesto ideale per un calice di ottime bollicine e spumanti, metodo tradizionale classico oppure metodo italiano. Parteciperanno l’editore Andra Zanfi e Giampiero Comolli, direttore editoriale Bubble’s Magazine Italia che dice “Con l’editore Andrea Zanfi prosegue il cammino iniziato nel 2016. Siamo al Vinitaly a presentare il No.#7 del libro-rivista con le Città
del Vino, un plus in più, un binomio legato anche alla bellezza e alla attrazione di borghi che sono città d’arte artistica e culturale, d’arte del cibo e del vino. E’ questo patrimonio e ricchezza d’Italia che fa
grande il nostro paese e i nostri marchi diffusi e riconosciuti nel mondo. Vogliamo contribuire a elevare ancor più l’asticella della identità e valore”.
Alle 13 nel padiglione del Prosecco Doc Pavillon Andrea Zanfi patron di Bubble’s presenta il magazine No.#7 in abbinamento con assaggi di Pescato di Sicilia.

 

CONSORZIO TUTELA DEL GAVI, pad. 10, stand G3, isola 2
A Vinitaly propone un gioco, #PLAYGAVI, per raccontare il territorio del grande bianco Piemontese e invita a “DI GAVI IN GAVI Festival 2019”, il concept-event di tre giorni in programma dal 7 al 9 giugno.
Come si invita a conoscere un distretto vitivinicolo che integra arte, storia, enogastronomia, sport, shopping e produzioni artigianali di eccellenza, offrendo molteplici opportunità di turismo esperienziale? Come si conosce e svela la destinazione Gavi? Con un originale questionario: 7 domande rivolte ad esperti, buyer, produttori, giornalisti per svelare le motivazioni che spingono a viaggiare – il cibo, il vino, l’incontro con i produttori, la cultura, la natura e lo sport – e quindi scoprire le proposte della molteplice offerta turistica della Destinazione Gavi. Insomma, un approccio giocoso, che gli ospiti dello spazio espositivo del Consorzio possono scoprire, grazie ad una maxi mappa, che “tutte le passioni portano a Gavi”, uno degli angoli più suggestivi del Piemonte, dove il turismo è slow e integra vino, relax, shopping, escursionismo, storia e arte.
Dice Roberto Ghio, presidente dl Consorzio Tutela del Gavi: “Abbiamo deciso di cambiare passo e strategia, con l’obiettivo di valorizzare al meglio gli elementi distintivi della nostra denominazione in un unico evento. Quindi, tre giorni a giugno di esperienza e conoscenza di un territorio dedicati agli operatori dell’informazione e dell’enogastronomia, agli appassionati di vino, cibo, cultura e natura, ai produttori e agli addetti ai lavori e al pubblico”.
Al Vinitaly il Consorzio anticipa anche il programma “Di Gavi in Gavi Festival”, che punterà l’attenzione sull’innovazione digitale applicata al vino. Il Premio Gavi La Buona Italia in programma venerdì 7 giugno esplorerà il tema dello Smart Wine in maniera trasversale, toccando ogni ambito della filiera enologica: in vigna, in cantina, a livello di distribuzione e comunicazione. Sempre il venerdì in serata, invece, l’area Archeologica di Libarna ospiterà i Cameristi dell’Orchestra Classica di Alessandria e l’attore Massimo Poggio in uno spettacolo tra parole recitate e musica.
La giornata di sabato 8 giugno sarà interamente dedicata all’approfondimento della conoscenza del Gavi Docg e alla degustazione tecnica del vino: dall’incontro con lo Chablis, grande bianco di Borgogna, al dialogo con gli altri vini bianchi piemontesi - Arneis, Erbaluce, Timorasso, Favorita, Cortese, Nascetta-, passando per la degustazione di Gavi nelle sue diverse tipologie, abbinato a ricette create ad hoc dalla Scuola della Cucina Italiana.
Non mancheranno i riferimenti all’alta gastronomia grazie al menu internazionale dello Chef Andrea Ribaldone, omaggio all’anima cosmopolita del Gavi Docg, presente in ben 75 paesi nel mondo, che sarà proposto durante la cena di gala (su invito) di sabato 8 giugno.
Domenica 9 giugno, dalla mattina, le corti private del borgo di Gavi apriranno le loro porte per un assaggio di tutto il buono della D.O.C. con le etichette delle cantine associate al Consorzio.

 

CONSORZIO DI TUTELA DELL’OVADA DOCG
Con il Progetto "2019 - Anno del Dolcetto” (foto 4), la Regione Piemonte vuole riportare alla ribalta le potenzialità di un vitigno storico tra i più tipici del Piemonte e coltivato diffusamente in tutto il territorio regionale. E, così il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG ha fatto squadra con l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato e con le diverse realtà e istituzioni pubbliche e private del territorio ovadese per dare luogo a una piccola rivoluzione, anche di comunicazione.
“Per troppo tempo considerato un vino facile, "di pronta beva", – sostiene Italo Danielli, Presidente del Consorzio -, il Dolcetto è un vitigno che invece ha potenzialità per stare al fianco dei grandi rossi piemontesi famosi in tutto il mondo. Con il nostro Ovada DOCG vogliamo dimostrarne la grande versatilità”.
L'appuntamento è martedì 9 aprile alle 14 nell'Area Istituzionale Regione Piemonte (Pad. 10 Area G2) dove, con la conduzione di Fede & Tinto di Decanter e in collaborazione con i Sommelier AIS Piemonte, avrà luogo una ‘degustazione narrativa’ cui parteciperanno i diversi protagonisti, di quella che è stata definita l’Ovada Revolution.
In prima linea la nuova generazione di produttori dell'Ovada DOCG, costituitasi in Consorzio nel 2013 e che partecipa a Vinitaly per la prima volta, con una verticale di 6 bottiglie di diverse annate, dalle produzioni più recenti datate 2017, 2016 e 2015, agli anni 2011 e 2007 fino al 2004.
L’Ovada Revolution è espressione di una sinergia a tutto campo, come evidenzia Mario Arosio – Presidente dell’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato: “L’Anno del Dolcetto è un’occasione per l’ovadese di far conoscere tutte le sue eccellenze e di presentarsi ad una platea ampia e qualificata. Lavoreremo per far sì che il territorio viva questo appuntamento come fossero le nostre Olimpiadi, non ci fermeremo ad includere solamente il mondo vitivinicolo. Tutto l’ovadese dovrà sentirsi partecipe e riscoprire l’orgoglio dell’appartenenza e l’Ovada DOCG può davvero essere la nostra bandiera. Le Enoteche Regionali in Piemonte hanno una funzione strategica molto importante ed in particolare quella di Ovada. Questi enti non devono essere incentrati solamente sulla vendita dei vini ma svolgere una funzione essenziale nel progettare, insieme ai territori, nuove strategie volte alla promozione e valorizzazione del settore turistico e più in generale dello sviluppo locale. L’Enoteca Regionale di Ovada rappresenta ventuno comuni e una cinquantina di Soci produttori, una rete ampia e qualificata che dovrà assumere un ruolo sempre più strategico, anche grazie al decisivo supporto della Regione Piemonte”.

 

CASADEI, pad. 9, stand D5
Al Vinitaly il gruppo Casadei presenta tutte le nuove annate delle sue cantine; e, cioè, Casadei, Castello del Trebbio e Olianas. Tre realtà, una sola filosofia: quella BioIntegrale®. Un modo di produrre e di vivere, in cui al centro di tutto c’è il rispetto e la tutela dell’ambiente oltre all’importanza di conservare le caratteristiche dei prodotti e il territorio dal quale provengono, limitando l’intervento dell’uomo.
“I prodotti del nostro Gruppo nascono da un approccio ecosostenibile: restituire l’agricoltura alla natura, è questo il requisito essenziale per la reale salvaguardia del futuro - commenta Stefano Casadei, anima del Gruppo -. Sono orgoglioso di portare a Vinitaly i nostri vini sardi, toscani e quelli nati da vitigni internazionali oltre, ovviamente, alla selezione della linea Le Anfore”.-
E, in più, la novità che a giugno verrà inaugurata la tenuta Casadei a Suvereto, in Alta Maremma. Vini dall’animo toscano e dallo spirito internazionale, 21 ettari vitati in rosso e 4 in bianco. In Casadei le famiglie Casadei e Cline hanno trovato il luogo ideale dove realizzare il loro progetto enologico: creare vini che rappresentassero la perfetta unione tra tradizione e modernità, tra Italia e America, tra Toscana e California. Vini internazionali con blend ricercati e dalla forte personalità come “Filare 18” del 2016 (100% Cabernet Franc) che ha note speziate e tannini vellutati; “Filare 41” del 2016, (100% Petit Verdot), speziato e persistente al palato, con tannini spessi. “Sogno Mediterraneo” del 2017 dal profumo mediterraneo e dal gusto elegante e intenso, “Armonia” del 2017, con aromi di bacche rosse e fresco e morbido al palato e “Incanto Mediterraneo” del 2018 con intriganti note fruttate, nato da una selezione di uve a bacca bianca.
Castello del Trebbio, storica dimora dell’area del Chianti Rufina, al centro di una tenuta di 350 ettari di cui 150 coltivati a vite e ulivo. Nascono qui “Lastricato 2015” (50% vinificato in anfora + 50% vinificato in acciaio), il “Chianti Superiore” del 2017, “Dé Pazzi” del 2015, “Congiura” del 2017.
Olianas si trova nel cuore del Sarcidano, dove Stefano Casadei ed Artemio Olianas allevano vitigni autoctoni per produrre vini che richiamano il Mediterraneo e i profumi della Sardegna. Come il Cannonau Riserva del 2016, fermentato in anfore di terracotta e affinato in botti; in anteprima si possono degustare Perdix 2017, Vermentino 2018, Rosato 2018, Cannonau 2018 e Rosato spumante 2016.
Le Anfore, è una linea che nasce dalla volontà di Elena Casadei di creare una selezione dei migliori vini fermentati e affinati in anfore provenienti dalle cantine del Gruppo. Vini che sono pura espressione del frutto e che esprimono fedelmente le varietà dei diversi terroir, come il Cannonau del 2018, il Migiu (Semidano in purezza) del 2018, il Trebbiano del 2018, il San Giovese del 2018, lo Syrah del 2018 e il Malvasco del 2017.

 

FEDERBIO, centro congressi arena, Sala Rossini
Con una produzione di circa 500 milioni di litri e un quarto della superficie agricola utilizzata a vite bio, l’Italia si conferma tra i leader mondiali nella produzione di vino biologico. Sicilia, Puglia e Toscana le Regioni dove se ne produce in quantità maggiore. Quindi, una crescita che in sei anni ha visto triplicare la viticoltura bio italiana, pari al 12% dei terreni totali occupati da vigneto e un’incidenza ancora più
elevata nel centro-sud. In Sicilia, per esempio, 1 ettaro su 4 è coltivato con metodo biologico. l’Italia conferma il suo ruolo di protagonista del settore: nel 2017 le vendite nella grande distribuzione, il canale che più di recente ha introdotto il vino biologico, hanno raggiunto 22 milioni di euro con un incremento
del +41% rispetto al 2016. L’edizione di quest’anno di Vinitaly, dal 7 al 10 aprile 2019, sarà particolarmente
“green”. Per conoscere le nuove tendenze e l’andamento di questo comparto in costante evoluzione, FederBio e Veronafiere danno appuntamento a Vinitalybio nell’Organic Hall al Padiglione F dedicato al vino biologico. In quest’area i 75 espositori presenti potranno raccontare il percorso delle proprie produzioni bio al pubblico interessato.
Lunedì 8 aprile, alle ore 15.30, la Sala Rossini ospiterà “La Rivoluzione green nel bicchiere”, un incontro promosso da Coldiretti e FederBio che sarà anche l'occasione per la firma dell'accordo di collaborazione tra le due organizzazioni per la tutela e lo sviluppo dell’agricoltura e dei prodotti biologici italiani. In programma anche degustazioni guidate e momenti di approfondimento per la conoscenza dei vini biologici e biodinamici con incontri b2b dedicati a buyer esteri grazie al supporto di BIOLS.EU, un progetto cofinanziato dall’Unione Europea che ha l’obiettivo di consolidare il settore agroalimentare biologico europeo in Italia, Germania e Francia.
Di grande interesse e attualità tecnica il seminario dal titolo “Rame: non è sempre Verde. Alternative possibili per la viticoltura biologica” che si terrà martedì 9 aprile, dalle ore 11 alle 13, nella Sala Puccini al Centro Congressi Arena. L’incontro approfondisce un tema di grande attualità: l’utilizzo del rame come
prodotto fitosanitario secondo la normativa EU, con la sfida di ridurne al minimo l’utilizzo. Il convegno intende fare il punto sull’argomento e aprire una discussione coinvolgendo le istituzioni, il mondo della ricerca applicata e alcuni produttori che illustreranno le loro tecniche biologico di gestione del vigneto.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.

 

GUIDA OLI D’ITALIA, Palaexpo Veronafiere, Sala Salieri
Sarà presentata lunedì 8 aprile, alle ore 15, la nona edizione della guida Oli d’Italia, realizzata dal Gambero
Rosso in collaborazione con Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano. L’evento prevede anche la consegna degli attestati ai produttori di diverse regioni italiane che hanno ricevuto i premi speciali 2019 per le produzioni dei migliori oli extra vergine della raccolta 2018. “Un appuntamento di grande rilevanza che valorizza la qualità e premia passione, dedizione e competenza dei nostri produttori – spiega David Granieri, presidente Unaprol –. La guida 2019 è stata arricchita da importanti novità che renderanno questo strumento ancora più prezioso per buyer, operatori e appassionati del settore, sempre alla ricerca di prodotti che sappiano coniugare qualità, innovazione e tradizione”.
Seguirà un incontro sulle prospettive dell’olivicoltura italiana, dopo una stagione che ha fatto registrare un calo record della produzione del 57%, provocato principalmente da eventi atmosferici estremi e dalla diffusione della Xylella in Puglia, regione leader per quantitativi prodotti.

 

LA COLOMBERA, pad. 10, stand I2-h2
Elisa Semino è veramente la Regina del Timorasso, tant’è che nel primo giorno di Vinitaly ha fatto il pieno di appuntamenti con importatori, buyer e distributori, che sono rimasti affascinati da Derthona 2017 e da Montino 2015, che produce insieme al padre e al fratello. Una famiglia, i Semino, ammirati per l’impegno e la dedizione con cui curano il terreno, le vigne, e il meticoloso lavoro in cantina che hanno permesso a La Colombera – Vho di Tortona ad essere una delle aziende più amate per il Timorasso, la leggenda dei Colli Tortonesi che adesso hanno portato a Verona.

 

L’ASTEMIA PENTITA, pad.10 ,stand L4
L’innovativa e dirompente cantina de L’’Astemia Pentita, frutto del visionario progetto vitivinicolo della eclettica imprenditrice piemontese Sandra Vezza, presenta le nuove annate di alcune riserve emblema
dell’azienda, anima autentica delle Langhe, terra di eccellenze e di antiche tradizioni, grazie anche ad uno stand che evoca ed esalta la bellezza del territorio e dei propri preziosi vitigni.
Le nuove annate sono di Barolo DOCG Cannubi, Barolo DOCG Terlo 2015, Barolo DOCG Cannubi Riserva e
Barolo DOCG Terlo Riserva 2013.
Passione, professionalità, attenzione al territorio e innovazione sono i valori che contraddistinguono L’’Astemia Pentita. “Valorizzare e tutelare la particolarità dei vitigni autoctoni piemontesi – afferma Sandra Vezza – è una nostra priorità. La profonda conoscenza della tradizione, l’amore per il territorio e l’attenzione verso le tecniche più innovative ci permette di produrre vini dai caratteri decisi e al contempo sofisticati, che possono competere con un chiaro posizionamento sia nel mercato italiano che in quello internazionale”.

 

LA TORDERA, pad. 8, stand i2-i3
L’ 8 aprile, alle ore 15, Gabriella Vettoretti presenterà l’ultimo nato della famiglia La Tordera e, cioè, A3 Extra Brut Asolo Prosecco Superiore docg con il 50% in meno di solfiti. Il saluto istituzionale sarà portato dal Presidente del Consorzio Vini Asolo Montello, Armando Serena.

 

PODERE FORTE, pad. 9, stand B13
Pasquale Forte ha cercato di recuperare l’essenza della Toscana portando all’eccellenza il vitigno autoctono della Val d’Orcia - il Sangiovese - e l’azienda si è cimentata senza preconcetti con i grandi blend bordolesi. Ed è così che Guardiavigna 2014, Guardiavigna 2015 e Petruccino 2016 sono saliti sul palco del Vinitaly per raccontare una produzione all’insegna di una vendemmia realizzata completamente a mano percorrendo i filari più volte alla ricerca della perfetta maturazione. Così, presso la spazio espositivo del Podere Forte, è possibile approfondire la conoscenza di vini rossi di grande complessità ed equilibrio, di sublime eleganza e raffinata finezza che sposano la fitta trama e la struttura del Cabernet Franc, la forza e la gentilezza del Merlot insieme alla complessità e persistenza del Petit Verdot. Il 2014 di Guardiavigna è di colore rosso con riflessi violacei e il 2015 di colore rosso con riflessi porpora sprigionano un bouquet di sentori e profumi di piccoli frutti e mirtilli, note speziate e balsamiche. Entrambi dotati di una trama tannica fitta, sono avvolgenti, morbidi e ben equilibrati anche in acidità.
Il Petruccino 2016, Premier Cru che nasce nel 2002, è un rosso di spiccata piacevolezza prodotto con solo uve Sangiovese. Di colore rosso rubino, presenta aromi di frutti rossa, ciliegia, confettura di fragola, note speziate di cardamomo e pepe, seguiti da erbe aromatiche, liquirizia, foglia di tabacco e finale balsamico. Dotato di una gradevole acidità, con tannini fitti e setosi, presenta un finale minerale.

 

RONCO CALINO, Regione Lombardia, Area Franciacorta, stand A17, Palaexpo Veronafiere
La novità Vinitaly di Ronco Calino, boutique winery in Franciacorta, si chiama Nature 2014. Franciacorta che nasce da una delle vendemmie più impegnative del nuovo Millennio. La posizione collinare appartata dei vigneti, solleticati dalle brezze del vicino Lago d'Iseo, ha però mitigato gli esiti sfavorevoli dell'annata.
Nature rappresenta l'esaltazione del saper fare Ronco Calino in cantina, basato su minivinificazioni, zero malolattica, basso dosaggio e lungo affinamento. In Nature la freschezza dell'acido malico è stemperata da quattro anni di maturazione sui lieviti. Il Pinot Nero, aggiunto per un 30 per cento allo Chardonnay, apporta una bella spalla acida al vino e rende lunghissima la persistenza del sorso. Un Franciacorta vivace e contemporaneo, che porta alla mente l'immagine di un novello dandy in doppiopetto sartoriale.
Un vino da assaggiare in anteprima, insomma. Chissà, “sentire” la musica di Arturo Benedetti Michelangeli, genio pianistico del XX Secolo, che aveva scelto questo luogo come sua dimora.

 

VELENOSI, pad. 7, stand C10
Come da tradizione, Angela Velenosi attende i visitatori per presentare alcune delle sue iconiche etichette e, anche, per fare conoscere le nuove referenze. Se, da una parte, è possibile degustare gli intramontabili classici dell’azienda, dal Roggio del Filare Rosso Piceno DOC Superiore al Rêve Offida DOCG Pecorino, dalle bollicine del Gran Cuvée Gold al The Rose Velenosi Brut Rosato, dal Ludi Offida DOCG Rosso alla Lacrima di Morro DOC Superiore, dall’altra la fiera enologica veronese permette anche di scoprire le novità che ogni anno l’azienda guidata da Angela Velenosi produce. È il caso sia del Villa Angela Offida DOCG Pecorino, qui presentato nella vendemmia 2018, che del nuovissimo Verso Sera Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG 2017 (foto 5). Il primo è un vino dal colore giallo paglierino luminoso, con nuances verdognole, che al naso rivela note fruttate di banana, ananas e mela, con sentori di erba appena tagliata. Al palato risulta una spiccata freschezza, con aromi di frutta a pasta bianca, gialla e note vegetali, dalla buona struttura e la persistenza finale. Verso Sera si caratterizza per un colore rosso rubino intenso, quasi impenetrabile. Al naso si rivela intenso e completo, con sentori di frutti maturi, prugno, mora e ribes, che si aprono in un bouquet speziato dal va dal tabacco al cuoio. Al palato si presenta di grande carattere e complessità, dalla struttura possente con un tannino morbido e vellutato.
Infine, a suggellare l’eccellenza espressa da Velenosi Vini e il connubio tra grandi vini e grande cucina, allo stand, lunedì è possibile degustare le proposte di Moreno Cedroni, chef due stelle Michelin e patron dei ristoranti La Madonnina del Pescatore e Anikò a Senigallia e de Il Clandestino a Portonovo. Per l’occasione presenterà e delizierà il palato degli ospiti con le sue suggestioni come hot dog di gambero con salsa di pomodoro affumicato e la lasagna di frutti di mare rosa con salsa al cocco e lime.
Martedì 9 aprile sarà invece il turno di Mirko Petracci, ristoratore emergente di Ascoli Piceno, che porterà la sua pizza gourmet, per creare un insolito e audace connubio tra pizza e vini Piceni. Infine, dopo il successo delle precedenti edizioni, allo stand di Velenosi Vini sarà presente anche il cioccolatiere Paolo Mencarelli, che proporrà al pubblico una selezione delle sue migliori produzioni.

 

ZENATO, Palaexpo Veronafiere, sala Argento, piano -1
martedì 9 aprile alle ore 11, è un appuntamento imperdibile perché una verticale di Amarone Riserva Sergio Zenato è un avvenimento eccezionale. Tema è “Amarone. Oltre il tempo”. Perché, dice Nadia Zenato, torneremo indietro negli anni, fino al 1980 passando per le annate 1990, 2003, 2005,2009 e 2011, per seguire l’evoluzione del grande rosso della Valpolicella, tra cambiamenti climatici, riscoperte ed
evoluzioni in vigna e in cantina.
A condurre la degustazione sarà Daniela Scrobogna.
Lunedì 7, alle ore 13, nello stand di Zenato (pad. 4, stand G1-G2), “Per festeggiare un vino che sa rappresentare l’eccellenza made in Italy –prosegue Nadia Zenato - non poteva che esserci un grande chef, che tra i primi ha “esportato” la cucina oltre le mura del ristorante facendola divenire espressione della creatività e del genio italiano, Gianfranco Vissani”.
Due storie accomunate da una filosofia che sa mantenersi sempre fedele a se stessa, rinnovandosi: la valorizzazione del territorio, il massimo rispetto del prodotto, la passione e l’amore per la qualità, l’orgoglio di rappresentare un grande paese”.

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Photo 1 : https://www.vinitaly.com/it/area-stampa/gallery-2018/
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