12apr 2018
WINE MÙL ALTÙRIS, ANTEPRIMA DI DUE VINI “SBAGLIATI” DA DANIEL CANZIAN
Articolo di: Fabiano Guatteri

Red & White Mùl sono i nuovi vini dell’Azienda Altùris di Marco e Massimo Zorzettig, Vignaioli in Terre di Confine dove si avverte il respiro austriaco e sloveno. La denominazione “mùl” ci ha portato immediatamente all’associazione con il Moscow “Mule” due significanti simili anche se il primo è dialetto friulano e il secondo inglese, ma entrambi con lo stesso significato: “mulo”. Il mule del cocktail internazionale sta a indicare il gusto pungente della bevanda... come un calcio di mulo. Il mùl dei fratelli Zorzettig si riferisce all’ibrido che nasce dall’accoppiamento tra asino stallone e cavalla così da ottenere un animale che ha la forza del cavallo e la sobrietà nonché la resistenza dell’asino, e nel caso specifico dal vinaggio tra un rosso e un bianco. Non si tratta di una novità... i nonni friulani, che conoscevano i muli perché sia da alpini li portavano al seguito nei percorsi in montagna, sia da contadini li utilizzavano nei lavori dei campi, con mùl intendevano proprio un “cocktail” che comprendesse entrambi i vini così da stemperare la corposità del rosso e valorizzare la freschezza del bianco.

 

Nascono così Red Mùl e White Mùl, due vini molto particolari, “sbagliati” come il Negroni, ma che hanno il loro perché. Li ha presentati in anteprima alla stampa Marco Zorzettig da Daniel Canzian, ossia da uno chef triveneto, l’ultimo allievo di Gualtiero Marchesi. Canzian ha proposto un menu friulano in versione contemporanea in abbinamento ai due nuovi nati.

 

Red Mùl (foto 2) è quello che ci ha più colpiti. E’ un mix di vini Merlot (80 per cento) e Sauvignon. Il primo è vinificato con macerazione a temperatura controllata del mosto sulle bucce; il vino affina in seguito in botti di legno di 2500 litri. Il Sauvignon fermenta e affina sur lies - ossia a contatto dei lieviti per conferire maggiori complessità e profumi al vino - in botti di cemento vetrificato. I due vini sono quindi assemblati, ulteriormente affinati in bottiglia. La commercializzazione avviene circa a un anno e mezzo dalla vendemmia, 10 mila le bottiglie prodotte. Alla degustazione Red Mùl possiede colore rosso rubino; odorandolo si avvertono i sentori propri del sauvignon per cui note floreali, ricordi di salvia, di pompelmo, di mango accompagnati da sentori di ciliegia, di prugna propri dei vini rossi, cui si uniscono nuance vanigliate. In bocca è un “rosso” piacevolmente fresco, con tannini soffici che permettono al vino di essere servito a 12-14 gradi di temperatura senza che questo si chiuda. In bocca è molto piacevole, avvolgente, fruttato, nota vanigliata, fugace ricordo di nocciolo di ciliegia e persistenza media.

 

White Mùl (foto 3) Cardonnay (80/85 per cento) e Cabernet Sauvignon, in pratica unisce Borgogna e Bordolese... chi lo dice ai francesi? Le uve chardonnay sono raccolte leggermente sovra mature per concentrarne zuccheri e aromi. Fermentazione e affinamento sur lies, in botti di cemento vetrificato a temperatura controllata. Il pigiato delle uve cabernet sauvignon macera a temperatura controllata, quindi il vino affina in tonneau di 500 litri. Segue l’assemblaggio, l’imbottigliamento e come per il Red, il vino è commercializzato dopo un anno e mezzo dalla vendemmia con una produzione di 10 mila bottiglia. Nel calice presenta color buccia di cipolla ramata leggermente scarico; i profumi sono propri dello chardonnay, nel complesso delicati, con sentori di fiori bianchi e gialli, di frutta come mela golden e prugna oltre che di vaniglia. In bocca è ampio, complesso, piacevolmente sapido, con giusta spalla acida. Temperatura ottimale di servizio, 12 °C.

 

Essendo vini “sbagliati” apparentemente sbagliato è stato a propria volta l’ordine di servizio, ossia prima il Red Mùl che però, al di là delle apparenze, è giusto che preceda il bianco in quanto è un vino da aperitivo adatto ad accompagnare piatti di pesce, di carni delicate; da Canzian è stato servito con il Toc in braide, una polenta bianca con formaggio di montagna (in origine Montasio, in questo caso Formai de Mut e Strachitunt) e burro (foto 4). L’White Mùl ha invece accompagnato cialzons di patate con erbe selvatiche e spinaci, ricotta e nocciola (foto 5); lo stesso vino ha poi accompagnato una guancetta di vitello al vino bianco con porri (foto 6), che fondeva in bocca, da gustare al cucchiaio: abbinamento perfetto.

 

Abbiamo chiesto a Marco Zorzettig perché vinaggi di vini da uve alloctone anziché autoctone... perché per legge non è permesso... come dire chissà dalla Ribolla gialla e dal... cosa potrebbe nascere...
Le etichette delle due bottiglie raffiguranti un gufo, un tempo considerato uccello beneaugurale, sono dell’artista friulano Natan Pirac.
Ultima curiosità, sulla carta dei due è l’White Mùl a promettere maggiore longevità... sono proprio vini sbagliati questi Wine Mùl!

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