18feb 2021
CARNEVALE AMBROSIANO, I VINI, LE CHIACCHIERE E LA ROSA
Articolo di: Michele Pizzillo

C’era una volta il Carnevale Ambrosiano. E sì, bisogna proprio cominciare così a raccontare anche gli eventi in corso, come lo storico Carnevale di Milano che dopo quattro giorni senza baldoria, purtroppo, si conclude sabato 20. Mancherà anche la festa conclusiva in piazza Duomo che, nel passato, poteva essere paragonata ad una scatoletta di sardine tanta era la gente stipata nel famoso quadrato che fa da tappeto al bellissimo monumento religioso. Le tradizioni, anche in una situazione strana che fino alla primavera inoltrata dell’anno scorso nessuno immaginava, sopravvivono a tutto. Mancheranno le sfilate, le mascherate e la ressa, la baldoria e i balli in discoteca, i locali aperti la sera e il piluccamento democratico (nel senso che tutti si servano dallo stesso contenitore) di frittelle e delle famose chiacchiere (che in Piemonte diventano “bugie”, in Trentino “crostoli”, in Emilia Romagna sfrappole, in Toscana cenci), ma non scordarsi del Carnevale Ambrosiano osservato nelle chiese dell’Arcidiocesi di Milano e in alcune Diocesi vicine, a partire dall’inizio della Quaresima.

 

Perché questa data sfasata rispetto a quella osservata in tutto il resto d’Italia? Secondo la tradizione popolare è causa di un ritardo del mitico Vescovo Ambrogio da un viaggio di pellegrinaggio. Il Vescovo che poi sarebbe diventato Santo, infatti, aveva promesso di tornare per carnevale dal suo pellegrinaggio e, invece, per un imprevisto non riuscì a rispettare l’impegno, così clero e fedeli decisero di aspettare il suo ritorno per l’inizio dei riti della Quaresima, prolungando i festeggiamenti del Carnevale. Per cui il rito ambrosiano sancisce l'inizio della Quaresima non in occasione del Mercoledì delle Ceneri, ma la domenica dopo, sostituendo il martedì grasso con il sabato grasso, quest’anno il giorno 20 e, con festeggiamenti che non hanno nulla a che vedere con quelli del passato, anche nei riti religiosi, visto che l’obbligo del distanziamento non ammette eccezioni.
Nella memoria dei milanesi resteranno – almeno sino a quando non si tornerà al pre covid – il grande corteo del sabato pomeriggio e il successivo spettacolo serale in Piazza del Duomo e, l'edizione del 2019 quando furono le invenzioni di Leonardo Da Vinci, di cui ricorreva il 500° anniversario della morte, ad animare il grande corteo.

 

Alla strana festa di quest’anno, con le dovute attenzioni, non dovrebbe essere difficile incontrare le maschere della tradizione milanese come Meneghino, già protagonista delle commedie dialettali seicentesche, assieme alla moglie, la Cecca. Meneghino è un servo che si prende gioco bonariamente dei difetti dei ricchi ed è vestito con un cappello a tre punte, giacca marrone, panciotto a fiori, pantaloni corti (a volte verdi, a volte marroni) e calzettoni a righe bianche e rosse. Oltre, ovviamente, a bambini con appositi vestitini e maschere che qualche negozio specializzato ha messo in vetrina in questi giorni.
C’è da dire che il covid ha praticamente “cancellato” il carnevale 2021. Alcuni di questi grandi eventi sono già stati spostati – momentaneamente, visto che non si sa ancora cosa accadrà – al prossimo autunno come il Carnevale di Viareggio: non era mai successo che l’evento viareggino fosse annullato nel suo periodo naturale di svolgimento. Cancellati il Carnevale di Acireale e quello di Ivrea. Mentre il Carnevale di Venezia proseguirà sino al 14 marzo ma online.
Nella mura di casa, però, il carnevale si può festeggiare, magari puntando tutto sull’aspetto gastronomico, arricchendo la tavola con qualche buona bottiglia di vino, con una preferenza dell’unico doc del milanese, San Colombano e di qualche etichetta in rappresentanza di quelle terre lombarde che erano un po' considerate fra i grandi fornitori del vino consumato a Milano. E che grazie al Movimento del Turismo del Vino sono diventate mete imperdibili. Un altro dei tanti danni prodotti dal covid, è quello di non poter vivere al meglio il turismo del vino.
Questa la nostra selezione di vini per il Carnevale Ambrosiano:

 

Domm pas dosé spumante metodo classico cuvée Enrico Riccardi
Azienda agricola Nettare dei Santi – San Colombano al Lambro

Uvaggio di chardonnay (80%) e pinot nero (20%) per questo elegante spumante di qualità molto raro, visto che ne sono stati prodotti solo 1.000 bottiglie, che arriva sulla tavola dopo 60 mesi tra maturazione e affinamento. Dopo questo lungo sonno, lo spumante si presenta con un bel colore giallo paglierino e un perlage fine e persistente. Il profumo è delicato, avvolgente, con tutte le note che caratterizzano lo chardonnay. Sentori che poi avvolgono la bocca dove il vino entra con la freschezza e la sapidità che lo caratterizza, prima di rivelare altri elementi che emergono nel corso della degustazione come la persistenza e la bella acidità che ne assicurano un sorso giovanile.
Il consumo classico è come aperitivo, però fa un figurone con raffinati primi e secondi piatti di pesce e buoni piatti a base di carni bianche.

San Colombano Vigna Roverone riserva doc 2017
Questo rosso è un altro cavallo di razza di Gianenrico Riccardi che, oltretutto, completa la gamma dell’isola enologica milanese. E’ prodotto con un uvaggio di Croatina, Barbera, Merlot e Uva rara che danno un vino che matura sei mesi in acciaio e altri 18 mesi in botti di rovere da 25 ettolitri. Il colore è rosso rubino fitto. Il profumo è un concentrato di frutta matura e venatura speziate e di tabacco. In bocca è asciutto, con una bella trama tannica e una vivida freschezza e sapidità in perfetto equilibrio.


Altéa Malvasia Collina del Milanese igp
Panizzari – San Colombano al Lambro (Milano)
Malvasia di Candia aromatica in purezza per questo piacevole vino che nel calice si presenta con un colore giallo paglierino arricchito di riflessi verdognoli. Il profilo olfattivo è ampio e complesso, con prevalenza dell’aromaticità caratteristica della uva e, in più, sentori agrumati, fruttati e floreali. In bocca si presenta fresco e minerale, persistente e con la percezione degli aromi varietali della Malvasia di Candia. Vino che può invecchiare qualche anno in bottiglia, acquisendo ulteriori elementi che ne permettono di potersi esprime ancora meglio specialmente se si abbina a grandi piatti di pesce.

 

Aureum bianco igt passito Malvasia di Candia aromatica 2017
Banino – San Colombano al Lambro (Milano)
In queste 1.330 bottiglie da 0,375 prodotto nella vendemmia 2017, le caratteristiche delle uve Malvasia ci sono tutte a partire dal colore oro antico che, nella degustazione, anticipa l’esplosione del ventaglio dei profumi che vanno dalla mela cotogna all’albicocca disidratata, cedro candito al miele d’acacia sino a sentori speziati. In bocca è la sua dolcezza è avvolgente e pienamente in linea con quanto avvertito al naso. Bella anche la freschezza e la persistenza agrumata. E’ un vino che matura per 24 mesi in tonneau di rovere da 500 litri.

 

Dolcebacco
Società agricola F.lli Guerci – Casteggio (Pavia)
Vino rosso frizzante ottenuto da un uvaggio di croatina, barbera, uva rara e vespolina sottoposte a criomacerazione per una decina di giorni. L’affinamento avviene in acciaio. Un vino di pronta beva, di colore rosso rubino con riflessi granati. Il profumo è fruttato, con sentori di ciliegia, mora e lampone in particolare. Al palato è dolce, persistente e coinvolgente anche per la sua facilità negli abbinamenti gastronomici.

 

Cerasum Nebbiolo rosato igt Alpi Retiche di Sondrio
Azienda agricola Caven Camuna – Chiuro (Sondrio)

E’ la novità dell’azienda dei fratelli Stefano e Simone Nera questo rosato ottenuto da uve Nebbiolo-Chiavennasca e scegliendo un nome che riportasse alla civiltà camuna, visto che nei loro vigneti sono stati ritrovati dei reperti che ne testimoniano la presenza in Valtellina. Il simbolo
rappresentato nell’etichetta è una stilizzazione delle quattro rose camune. Per la produzione di questo vino le uve sono state selezionate in un vigneto che, fra tutti,l’enologo ritiene essere il più idoneo per qualità, sanità e caratteristiche intrinsiche dell’uva. Uve che vengono diraspate, pigiate con le bucce che rimangono a contatto con il mosto per assicurarsi il colore rosa dello stesso. Dopo la fermentazione il vino viene lasciato decantare spontaneamente per ottenere il tenore acido che donerà freschezza e longevità al vino. Che nel calice rivela un bel colore cerasuolo, profumo di frutti rossi e gusto franco, deciso, con il frutto percepito olfattivamente si ripropone in bocca unitamente ad una notevole sapidità e leggera nota tannica, tutto armonico ed equilibrato. Ottimo con la pasti, risotti, pesce, carni bianche e rosse e formaggi in genere.

 

Eretico Benaco Bresciano bianco igt
Citari – Desenzano del Garda (Brescia)
E’ l'ultimo arrivato nelle proposto di questa azienda realtà produttiva a gestione famigliare. Il vino deve il suo nome ai Catari, gli eretici che nel Medioevo abitavano anche in queste zone del Garda, in particolare nei comuni di Desenzano e Sirmione. Le uve utilizzate sono quelle di trebbiano raccolte in una vigna impiantata su terreno morenico con combinazioni di argille calcaree, cariche di sali minerali. La vendemmia avviene a metà ottobre, con vinificazione in acciaio dove avviene l’affinamento per sette mesi di cui circa sei su feccia fine e breve passaggio in tonneau. Il colore è un vibrante giallo paglierino con riflessi verdolini; bouquet elegante, intenso e complesso, in cui si susseguono note di frutta matura, vena agrumata, sentori floreali e una chiusura di canfora. In bocca è un match tra sensazioni calde e morbide e una prorompente freschezza, un vortice che chiude con un finale minerale e fruttato che invoglia alla beva.

 

Rosso Matilde Lambrusco Mantovano igp vino artigianale 2019
Azienda agricola Bugno Martino – San Benedetto Po (Mantova)

Le vigne di Lambrusco Salamino e ancellotta utilizzate per la produzione di questo rosso frizzante si trovano sulla zona destra del Po, impiantate su terreni argillosi e sabbiosi. Per la fermentazione si segue il metodo Charmat lungo 5 mesi in autoclave che permette di aggiungere, al colore rosso rubino, un persistente profumo fruttato che prevalenti sentori di viola e ciliegia. In bocca è rotondo, pieno, tendente al morbido e con un piacevole sensazione di freschezza fruttata. La sua briosità lo rende in vino giusto per i festeggiamenti di Carnevale.


E due chicche che vanno sempre bene, quando c’è da festeggiare:

 

Le chiacchiere
A non far mancare le “Ciàcer de Milan” alla festa più irriverente dell’anno, è un nome milanesissimo, Vergani, sì, quello del panettone. Anzi, del panettone più antico di Milano che fa di Vergani uno dei protagonisti delle grandi feste meneghine – e non solo -, visto che i suoi dolci varcano anche i confini nazionali. Però con le chiacchiere, il meneghino Vergani rende omaggio al Carnevale Ambrosiano con il dolce che con la sua friabile croccantezza riesce a rallegrare grandi e piccini. Quest’anno, di momenti d’allegria c’è ne davvero bisogno. E, quindi, le Chiacchiere Classiche Vergani sono proprio il dolce giusto, prodotte solo con ingredienti selezionati, per averle gustose e leggere.
Vergani ha pensato anche a chi segue una dieta vegana. Per questo sono nate le Chiacchiere vegane MilanoVeg: autentiche Chiacchiere fresche di pasticceria, leggere, gustose e prive di ingredienti di origine animale, dedicate a chi non vuole rinunciare al sapore e alla caratteristica fragranza di questo dolce.
Infine, la novità di quest’anno, Le Chiacchiere Imbruttite nate dalla collaborazione con Il Milanese Imbruttito. Sulla confezione sono riportate le frasi simbolo che ogni persona nata dentro la circonvallazione ha pronunciato almeno una volta come da “A Milano le chiacchiere non si fanno, si mangiano” a “Chiacchieri chiacchieri … ma poi, quanto fatturi?”, da “Poche chiacchiere, ciapa su!” a “La chiacchiera imbruttita: l’unica che non ti asciuga”. Le chiacchiere de Il Milanese Imbruttito sono disponibili oltre che nella versione classica, anche ricoperte di cioccolato fondente.

 

Rosa di Bosco (foto 2)
Dalle idee di San Valentino abbiamo estratto questo regalo che potrebbe contribuire a rendere ancora più gioiosa la festa più irriverente dell’anno. Si tratta di un regalo che ha lasciato a bocca aperta la propria dolce metà il 14 febbraio. In pratica, le rose rosse, simbolo dell’amore. Ma, una rosa a dir poco speciale. Perchè? Semplice: oltre ad odorarla, si deve mangiare, tant’è vero che non si acquista dal fioraio perché è un’invenzione di Marco D’Oggiono Prosciutti - azienda storica che produce prosciutti – che quest’anno ha proposto l’inimitabile Rosa di Bosco, una specialità artigianale preparata con il filetto di suino lavorato a mano e stagionato al naturale, senza alcun conservante. Il gusto pulito, elegante e ben equilibrato tra dolcezza e aromaticità ha reso la Rosa di Bosco il regalo perfetto nel giorno degli innamorati che, secondo noi, è una vera e propria gioia per il palato anche in occasione del Carnevale Ambrosiano.
Dopo aver apprezzato la Rosa di Bosco, il minimo che si possa fare, è quello di andare alla scoperta del pregiato prosciutto crudo Marco d’Oggiono Riserva. Una sciccheria imperdibile.

 

Chiacchiere Golose - Perugina
Incipit così bello che preferiamo riportarlo integralmente: “Carnevale guarisce ogni male”, diceva così un antico proverbio. E se è vero che il periodo attuale non consente i festosi eccessi che una festa popolare come questa porta con sé, è pur vero che il suo spirito può allietare grandi e piccini soprattutto in cucina, attraverso la creatività e la golosità dei dolci tipici della ricorrenza. Ed è proprio con questo spirito che il Maestro della Scuola del Cioccolato Perugina, Alberto Farinelli, quest’anno crea un dolce tipico e innovativo allo stesso tempo, le Chiacchere Golose, che mescolano i sapori tipici del Carnevale ad una modalità invitante e divertente di consumarle, grazie ad un protagonista indiscusso, il cioccolato Perugina GranBlocco Fondente Extra 50%.
Le Chiacchere Golose, sottili sfoglie fritte popolari in tutto lo Stivale, a differenza di quelle tradizionali, infatti, arricchiscono il loro gusto col cioccolato. Ma non solo come decorazione della chiacchiera stessa ma anche come cremosa salsa nella quale intingere la friabile sfoglia. Ecco che sarà un vero e proprio tripudio di cioccolato che “filerà” sulle chiacchiere e dalle chiacchiere, come la gioia di tantissime e colorate stelle filanti che volano in aria.
Troppo lungo trascrivere la ricetta e la procedura per preparare questo squisito dolce. Chi è interessato, può collegarsi al sito cliccando qui, e cercare la ricetta delle Chiacchiere Golose, nonché il video con il maestro Farinelli che guida alla preparazione del dolce. Una volta sul sito, si possono scoprire anche le altre ricette create dalla Scuola del Cioccolato Perugina.

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Photo 1 : Foto di AldoDK da Pixabay 
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