09apr 2024
La Biòca, cantine delle Langhe, presenta tre suoi vini con Eustachiora a Milano

Tre locali siti in Via Eustachi, nella zona di Porta Venezia a Milano, hanno creato un distretto di condivisione, non di competizione, Eustachiora. Il format propone di una cantina, di volta in volta diversa, un vino differente per ogni locale, abbinato a sfiziosi assaggi di salumi e formaggi. Abbiamo partecipato recentemente all’anteprima per la stampa dei vini di La Biòca, azienda vitivinicola delle Langhe. Come d’abitudine l’attività prosegue durante la settimana in cui per fare un aperitivo itinerante è possibile acquistare un Ticket Degustazione da € 15,00, in cui nelle tre tappe ogni calice è proposto in ognuno dei tre locali

 

La Biòca è una piccola azienda vitivinicola nelle Langhe, situata nella località Fontanafredda di Serralunga d’Alba, dove si occupano in toto della produzione, dell’affinamento e della vendita del vino. Utilizzano solo uve provenienti dalle loro vigne che si trovano nei comuni, con le relative MGA (ovvero Menaioni Geografiche Aggiuntive) di Monforte d’Alba (Bussia, San Sebastiano), Novello (Ravera), La Morra (Castagni e Croera) e Barbaresco (Secondine, Ronchi). In tutto dispongono di 8 ettari di vigneti – piantati tra il 1961 e il 2017 – dedicati alla produzione delle loro etichette.

 

I terreni, in base alle diverse percentuali di sabbia, argilla e calcare che contengono, danno vita a varie tipologie di vini: da quelli eleganti e profumati a quelli più strutturati e longevi.

 

Il clima in questa zona del Piemonte è di tipo continentale temperato, con piogge che si concentrano soprattutto nel mese di maggio. Le Langhe si caratterizzano anche per la buona luminosità che favorisce la fotosintesi clorofilliana nelle vigne. Il curioso nome dell’azienda deriva dalla parola piemontese ‘biòca’, che indica una persona decisa e con la testa dura, proprio come loro, che con costanza cercano di esprimere l’eccellenza delle loro terre attraverso il vino. Si occupano con impegno e passione della cura delle vigne sino alla raccolta manuale dell’uva.

 

All’arrivo in cantina viene trattata con grande attenzione per dar vita alle diverse qualità di vino. La scelta del nome è appropriata dato che si tratta di vignaioli di grande carattere, con una precisa scelta di puntare sulla qualità, portando nel vino tutta la loro personalità ed esperienza. A Eustachiora ha portato un bianco particolare, due rossi, di cui uno semi aromatico e uno più iconico della zona.


Gli assaggi dei vini in ognuno dei locali

 

Da Sapori Solari
Cyrogrillo Langhe DOC Rossese Bianco 2022 

Il nome riportato in etichetta si riferisce a quando nel 400 i conti Alfieri di Magliano, oggi comune del Roero, emisero un documento nel quale vietavano severamente ai vassalli l’uso alimentare dei ricci, denominati nel documento ‘cyrogrilli’. Questo vino è ottenuto dal raro Rossese Bianco per l’85%, con l’Incrocio Manzoni Bianco al 15%, raccolte manualmente in cassette, vede all’arrivo in cantina una vinificazione separata per le 2 varietà. Dopo la diraspatura e pressatura soffice senza macerazione, viene avviata la fermentazione in acciaio con controllo delle temperature. Dopo la fermentazione malolattica, un affinamento sulle fecce nobili per 5 mesi in acciaio, a cui segue l’assemblaggio delle due parti, circa 2 mesi prima dell’imbottigliamento.

 

Dopo un colore giallo paglierino, con riflessi verdolini, brillante, ha un olfatto fruttato, leggermente erbaceo. All’assaggio ha struttura, è fresco, leggermente sapido, elegante, di buona lunghezza.

 

 

Da Bubu Fiaschetteria Toscana
Daje Mach Verduno Pelaverga DOC 2020 

Il nome riportato in etichetta in dialetto piemontese vuol dire ‘dacci dentro’. Ottenuto dalla varietà Pelaverga Piccolo, con raccolta manuale in cassette, vede all’arrivo in cantina per la vinificazione, la diraspapigiatura e la macerazione a freddo per circa 72 ore in vasca d’acciaio termocontrollata. La fermentazione dura circa 9 giorni seguita da una macerazione di circa 15 giorni. Dopo la fermentazione malolattica in acciaio, matura per l’80% in acciaio per circa 12 mesi, con il 20% in barrique francesi per lo stesso tempo.

 

Dopo un colore rosso rubino con riflessi violetti, al naso è fragrante di frutta rossa, con la sua caratteristica nota speziata di pepe in particolare. Al palato ha tannini setosi, equilibrati da freschezza, piacevolezza, ha una buona persistenza con il retrogusto di pepe nero.

 

 

Da Polpetta D.O.C.
La Pipina Nebbiolo d’Alba DOC 2021 

Da Nebbiolo 100% vede dopo la raccolta manuale in cassette, una vinificazione con il 30% dei grappoli interi, uniti al 70% dell’uva diraspata vengono messi in anfora di coccio pesto, non smaltato e non vetrificato, in cui la fermentazione procede durante 15-20 giorni. Dopo la fermentazione malolattica, matura per 11 mesi in anfora.

 

Dopo un colore rosso rubino, ha un naso intenso, complesso, di frutta rossa matura, un tocco floreale tipico del vitigno, con la spezie a chiudere. In bocca è strutturato, con tannini setosi, equilibrati da freschezza, una buona lunghezza.

 

 

I tre locali

 

Sapori Solari, via Stoppani, 11 – Un cocktail bistrot nato dalla passione per il gusto della tradizione, dalla dedizione alla ricerca di sapori unici. Dietro il bancone e nelle cantine, sono custoditi oltre 40 presidi slow food, una selezione continuamente rinnovata e aggiornata grazie a un lavoro di ricerca e di scoperta costante.

 

Bubu Fiaschetteria Toscana, Via Bartolomeo Eustachi, 16 – Ottima cucina e un’interessante lista dei vini, avvolti dalla tipica atmosfera rilassata e familiare di un’osteria toscana: tanta simpatia, l’inconfondibile accento del proprietario e l’ambiente semplice e curato in ogni dettaglio con personalità.

 

Polpetta D.O.C., Via Bartolomeo Eustachi, 8 – Storica vineria milanese con una filosofia semplice: un tagliere di salumi e formaggi, un piatto di polpette, una tartare di manzo, una buona bottiglia di vino, della musica per creare l’atmosfera, un clima rilassato, e soprattutto il desiderio di portare avanti tenacemente quella che il nonno di Marcello chiamava ‘civiltà del bere’.

Photo @ La Biòca

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Photo Credits

Photo 2 : La Biòca
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