14nov 2023
A.BP. Metodo Classico Rosé Zèro Dosage 2013 Il Pollenza: classe e suadenza
Articolo di: Fabiano Guatteri

Scrivere di spumanti non è mai inadeguato, soprattutto ora che ci stiamo avvicinando alle festività natalizie. Ed è infatti in questo periodo dell’anno che i consumi di bollicine svettano. Sappiamo tutti quali sono le marche più note, e spesso gli acquisti si orientano proprio su quelle per “andare sul sicuro”.

 

Ciò non toglie che ve ne siano altre di grande pregio, meno pubblicizzate, vorremmo dire etichette da intenditori, che portano sicuramente lustro e prestigio alla tavola in cui sono stappate o a chi le sceglie per regalarle. Tra queste vorremmo segnalare A.BP. Metodo Classico Zèro Dosage Il Pollenza. Ci piace partire dal colore di questo vino, leggermente ramato color buccia di cipolla, dalla vivacità della spuma e anche dall’eleganza del sorso. È un pinot nero vinificato in bianco, tecnicamente un Blanc de Noirs, e già in questo si distingue rispetto ai più diffusi Blanc de Blancs.

 

 

 

La vinificazione

 

Inoltre è Zèro Dosage, e non è un aspetto secondario. Infatti non è né Brut, né Extra Brut, vini questi che, per quanto secchi, dopo la sboccatura, nella fase di rabbocco, sono addizionati di zuccheri. Invece i Dosage Zéro, come si intuisce dal nome, sono rabboccati con vino della stesa annata senza aggiunta di zuccheri perché non hanno bisogno di correzioni. Inoltre il pregio di uno spumante Metodo Classico, che come gli Champagne sono spumantizzati in bottiglia, è strettamente legato al periodo di presa di spuma che in genere è di 24 mesi, intervallo di tempo che man mano che aumenta influisce positivamente sul vino. Va anche detto che solo un grande spumante può reggere rifermentazioni lunghe a tutto vantaggio non solo della complessità, ma anche delle bollicine che risulteranno man mano più fini. A.BP. affina sui lieviti 72 mesi, ossia sei anni, durata più che ragguardevole. Va ancora detto che è prevista nel 2024 un’edizione limitata con permanenza sui lieviti di 120 mesi, per dire del pregio di questi prodotti. Per vinificare A.BP. le uve pinot nero sono pressate sofficemente e per comunicare la nota rosé al vino sono tenute in pressa alcune ore il tempo necessario perché le bucce colorino il mosto. La successiva fase è la fermentazione alcolica in vasche di cemento per garantire che le caratteristiche del vino non vengano minimamente alterate, come potrebbe succedere con vasi vinari di altri materiali. Il vino è poi imbottigliato per la presa di spuma sui lieviti che come visto richiede 72 mesi.

 

 

Note gustative

 

Al momento di servirlo entra nel calice con un fruscio e riflette un caratteristico colore rosa molto tenue con riflessi ramati; osservando il calice si può notare la finezza delle bollicine e al tempo stesso la loro permanenza. Il profumo ricorda piccoli frutti come la ciliegia e la fragola, la pesca oltre a note floreali e a pane appena sfornato. In bocca è cremoso, suadente di grande equilibrio, elegante, verticale con intrigante finale salino.

 

 

Servizio

 

Per gustarlo al meglio è preferibile servirlo circa a 10 °C, ossia non freddo di frigorifero.
Da provare con tempura, cappesante gratinate, risotto al salto, cotoletta alla ilanese.

 

 

Conclusione

 

A.BP ha una propia riconosocilità in quanto unisce la struttura derivata dal pinot nero, a un'eleganza definita dalla verticalità cui si uniscono  note saline. E' un vino suadente,  complesso, avvolgente, di grande soddisfazione  e versatile negli abbinamneti.

In cantina è venduto a 28 euro ed è acquistabile all’e-shop aziendale cliccando qui

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