31dic 2019
DODICI VINI CON CUI BRINDARE AL NUOVO ANNO
Articolo di: Michele Pizzillo

Secondo Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) saranno 5,6 milioni i clienti distribuiti in oltre 78.000 ristoranti aperti, pari al 65,8% del totale, la notte di San Silvestro. Con una spesa media di circa 80 euro a persona per il solo cenone e di 105 euro per cenone e veglione. Il giro d'affari complessivo è calcolato in 445 milioni di euro. Per il brindisi di fine anno, poi, saranno stappate circa 1,6 milioni di bottiglie; e, dalla ricerca, emerge che nel 64,4% dei locali, sarà servito esclusivamente spumante italiano, solo Champagne nell’11,2%, sia spumante italiano sia Champagne, nel 24,4% dei locali.
Alla luce di questi dati, abbiamo pensato di estrapolare una dozzina di spumanti adatti per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
Questa la nostra personale selezione.

 

Altilia Trento Doc Brut Rose’ (foto 2)
La famiglia Degli Azzoni è presente in diverse aree viticole italiane e sempre con l’idea che “chi fa il vino deve amarlo per forza: perché deve curarlo, corteggiarlo, vivere con esso un rapporto che si può a buon titolo paragonare ad una storia d’amore. A maggior ragione questo vale per un metodo classico; chi lo produce sa che dovrà avere la costanza di seguire un processo che sarà lungo, complesso, quasi intimo, che si compirà nella penombra smeraldina della bottiglia, in cantina”. Così, quando sono approdati anche in Trentino, a Predaia per la precisione, hanno subito dimostrato il loro amore per il vino con la produzione di rosé metodo classico ottenuto da una selezione di uve Chardonnay e Pinot nero raccolte manualmente nella prima decade di settembre e sottoposte alla pressatura soffice; con il mosto lasciato decantare, prima dell’avvio della fermentazione, a temperatura controllata, in acciaio inox. Il vino resta a contatto con i lieviti per almeno 36 mesi. Di colore rosa antico, perlage fine, persistente, aromi abbastanza complessi tra sentori floreali e note fruttate. Un vino di ottima struttura, assicurata dal Pinot nero, unitamente ad una longevità e una sapidità che ben si combinano con gli aromi di frutti rossi, in particolare quelli selvatici di bosco. In bocca presenta una bella struttura e, anche in questo caso, sono prevalenti i sentori di frutti rossi come la fragolina e il mirtillo che generalmente caratterizza l’uva di Pinot nero.
LeVide, Borgo Italia 22, Predaia (Trento)

 

Asolo Prosecco Superiore Docg Conti Riccati (foto 3)
La trasformazione delle uve Glera in vino spumante avviene in una cantina risalente al 1700, quando fu progettata dal matematico ed architetto Jacopo Riccati e, però, adeguatamente ammodernata per assicurare la qualità del vino. La vinificazione, infatti, avviene in vasche di acciaio, a temperatura controllata, con la presa di spuma in autoclave per la durata di 100 giorni. Alla degustazione, questo ottimo Prosecco, si presenta con un bel colore giallo paglierino brillante con riflessi verdognoli; i profumi sono un concentrato di aromi di fiori di acacia e di mela acerba; in bocca è uno spumante elegante, morbido, sapido, e possiamo dire con ampie possibilità di abbinamenti, specialmente con minestre ben condite, servito ben fresco.
Conti Riccati - Borgo Treviso, 3 – Castelfranco Veneto (TV)

 

Asti Spumante Docg Acquesi (foto 4)
Allo “Champagne and sparkling wine world championship” ha conquistato l’oro come il migliore spumante aromatico del mondo con la menzione “La classe del Moscato! Un bouquet fragrante, morbido e dolce. Amichevole, morbido, fresco, con note di petali di rose. Un naso eccellente, una struttura splendida”. Tornato alle origini, cioè ad Acqui, in Piemonte, dopo questo successo, l’Asti docg Acquesi, prodotto da Cuvage, azienda del gruppo Mondodelvino, incontra a Priocca, il ristorante stellato “Il Centro” di Elide Mollo, emblema di una cucina che esalta la tradizione e i prodotti locali, che lo propone in abbinamento al suo tiramisù, un dolce classico ma non banale, e ne nasce un connubio che diventa stellare. E, nello stesso tempo, l’idea di come valorizzare il territorio e suoi prodotti, se si ha la forza di valorizzare i vitigni autoctoni. L’Asti campione del mondo, infatti, è prodotto da uve moscato bianco raccolte in una vigna impiantata su un terreno calcareo. E’ un vino dal colore giallo paglierino, fresco ed intrigante già all’olfatto con i suoi sentori di fiori bianchi, frutta matura e scorza d’agrumi. E’ un vino da dessert per eccellenza, specialmente in questo periodo che i dolci abbondano e quasi tutti “chiedono” di essere accompagnati dal moscato spumante, in questo caso ottenuto con il metodo Martinotti.
Cuvage – Stradale Alessandria, 90 – Acqui Terme (AL)

 

Colombarola Spumante Extra Brut (foto 5)
Siamo nella Val Tidone, a cavallo tra Emilia e Lombardia, in una tenuta che a fine 700 è appartenuta a Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone Bonaparte perciò, possiamo essere d’accordo con il proprietario, erede della famiglia Travini, quando dice che Pinot Nero e Chardonnay (rispettivamente per il 70 e il 30%) è materiale clonale selezionato in Borgogna e Champagne. La vendemmia, tra fine agosto e inizio settembre, è manuale, con selezione dei grappoli prima della spremitura. La resa di vino per ettaro è di 50-60 hl. Le uve sono vinificate separatamente, con fermentazione in legno per lo Chardonnay e in vasche d’acciaio per il Pinot Nero. E affinamento sui lieviti per almeno 30/42 mesi prima della sboccatura.
Il colore del vino è giallo paglierino scarico; perlage fine e persistente; profumo elegante, ricco di sensazioni di frutta esotica e matura, e un leggero sentore di fiori, come tiglio e camomilla, di nocciola leggermente tostata e una nota vanigliata. Ottima la consistenza e la cremosità in bocca, sostenuta da sapidità e una bella vena acidula ben amalgamata con la struttura del vino, che si chiude con un finale di torrone alle nocciole nel retrogusto. Si può bere preferibilmente da aperitivo ma può essere utilizzato da tutto pasto, salumi in generale (ottimo l’accostamento con la mortadella), carni bianche, carpaccio di manzo, pesci di mare, crostacei e caviale.
Tenuta Colombarola – SP 412 – Trevozzo (PC)

 

Cuvée Del Fondatore Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Mllesimato Brut (foto 6)
Oltre a produrre ottimi vini, i Cecchetto adesso hanno anche deciso di impegnarsi a salvare i vigneti coltivati con una forma di allevamento storico per la viticoltura italiana, le Bellussere, metodo messo a punto alla fine dell’800 dai fratelli Bellussi. Fra i vitigni coltivati con questo sistema c’è anche il Glera, che loro trasformano per trasmettere l’anima del loro concetto di Prosecco e, cioè, un vino intenso e complesso con un bassissimo residuo zuccherino in grado di trasmettere l’essenza delle caratteristiche proprie del territorio. E, questa Cuvée del Fondatore, con il suo perlage fitto e fine, la complessità olfattiva e il sorso pieno, sostenuto da una bella freschezza e sapidità, oltre ad una persistenza con finale amaricante ed anche piacevolmente agrumate, trasmettono l’essenza delle colline che adesso sono tutelate dall’Unesco.
Ca’ di Rajo – Via del Carmine, 2/2 – San Polo di Piave (TV)

 

Franciacorta Nature Blanc De Blancs ’61 Docg 2012 (foto 7)
Dire che è un prodotto che stupisce, non aggiungiamo niente di nuovo ad uno spumante dal perlage incessante che anticipa un bouquet talmente complesso che potrebbe anche essere difficile da individuare tutti i sentori che sprigiona quando lo avvicini al naso. Ancora più incredibile è la vibrante freschezza che avvolge il palato, l’effervescenza cremosa che riempie la bocca e la perfetta armonia dei tutti i sentori che si sono già avvertiti al naso e che qui ritornano ancora più netti, più decisi nel condurre al maestoso finale di un grande vino ottenuto da uve Chardonnay che oltre a maturare 60 mesi sui lieviti, ricorda la prima storica annata delle bollicine di Franciacorta create da Guido Berlucchi e Franco Ziliani.
Guido Berlucchi – Piazza Duranti, 4 – Località Borgonato – Corte Franca (BS)

 

Golf 1927 Franciacorta Brut (foto 8)
Se qualcuno pensa che Barone Pizzini ha deciso di dedicarsi al golf si sbaglia perché questo avvolgente Franciacorta è dedicato ad Edoardo Pizzini che nel 1927, tra i primi in Italia, costruì un impianto per il gioco del golf. Mentre la figura femminile è tratta da un’immagine dell’epoca, che evoca lo spirito di innovazione che da sempre guida Barone Pizzini, oggi il primo Franciacorta biologico. Un Franciacorta delicato, vellutato e di carattere, ottenuto da uve Chardonnay e Pinot nero, rispettivamente per il 94 e il 6%, provenienti da 26 vigneti presenti nei comuni di Provaglio d’Iseo, Passirano, Corte Franca, Adro, con terreni in parte di origine morenica profonda con scheletro abbondante e deposizione sabbiosa in superficie, parte di origine morenica recente frammista a deposizione fluvioglaciale e fluviolacustre con abbondante scheletro ghiaioso, permeabile anche in profondità. Pressatura soffice, fermentazione in vasca inox termocondizionata, affinamento in bottiglia sui lieviti per 20-30 mesi. E’ uno spumante ideale come aperitivo, ottimo con culatello di Zibello e Grana Padano. Accompagna paste con sughi di verdure e pesce. Si sposa con crostacei e carni bianche.
Secondo le norme di etichettatura dei prodotti biologici, questo vino riporta sulla bottiglia la dicitura “vino biologico”. E’ frutto, come gli altri vini Barone Pizzini, della scelta di metodi di lavorazione, in campagna e in cantina, per garantire una qualità superiore del vino, preservando intatte le caratteristiche che una natura incontaminata sa donare all’uva. Tutti i vigneti Barone Pizzini, in Franciacorta, in Toscana (Poderi di Ghiaccioforte) e nelle Marche (Pievalta) sono certificati
secondo il disciplinare della viticoltura biologica.
Barone Pizzini – via San Carlo, 14 – Provaglio d’Iseo (BS)

 

Il Pigro Brut Rosé (foto 9)
E’ prodotto da un imprenditore visionario che è stato uno dei primi, nel Piacentino, terra da sempre espressione di vini semplici, a credere che anche qui si possono produrre ottimi spumanti con il metodo classico. Questo Pigro ne è la conferma. Ottenuto da Pinot Nero 70%, Chardonnay 30%, allevate su terre mediamente argillose, a Villò di Vigolzone, alla degustazione si presenta con colore giallo paglierino; un perlage fine e persistente, profumo tra sentori di crosta di pane e floreali, in prevalenza giacinto. Al palato è elegante, deciso e di una eleganza veramente di tipo aristocratico. Interessante l’acidità e chiusura con note di nocciola tostata con chiusura salina e cremosa.
La vinificazione di una parte delle uve di Pinot Nero avviene con macerazione a freddo delle uve sulle bucce per 12 ore, il resto in bianco in acciaio, con fermentazione a temperatura controllata per le
restanti uve di Pinot Nero e Chardonnay. Assemblaggio e rifermentazione in
bottiglia secondo il metodo classico con aggiunta di lieviti selezionati.
Cantine Romagnoli – via Genova, 20 – Villò (PC)

 

Metodo Classico Brut Le Morette (foto 10)
Questo vino è il risultato di una lunga ricerca finalizzata ad esprimere al meglio la potenzialità del
Territorio attraverso le uve Turbiana e Chardonnay trasformate per produrre bollicine solo nelle migliori annate. Obiettivo raggiunto dopo la permanenza di 36 mesi sui lieviti, che hanno permesso a Fabio e Paolo Zenato, di avere un piccolo grande capolavoro esprime molto bene le potenzialità del territorio della Lugana doc. Di colore giallo paglierino, con riflessi dorati brillanti; perlage fine, sottile e persistente; al naso è ricco, intenso, e caratterizzato da sentori di nespola e mandorla fresca, con fondo di crosta di pane. Sapore ampio e vellutato, ricco e persistente, dotato di grande eleganza con una piacevole nota di freschezza e mineralità, è arricchito da leggeri sentori balsamici. Il sapore elegante e fresco rende questo Metodo Classico il compagno ideale per aperitivi e numerose
proposte di cucina.
Le Morette – Viale Indipendenza, 19 – Peschiera del Garda (VR)

 

Oltrepo’ Pavese Metodo Classico Pinot Nero Pas Dose’ Riserva Angelo Moratti Docg 2012 (foto 11)
Un’altra straordinaria interpretazione del Pinot nero lombardo e delle sue notevoli potenzialità, si legge nella pagina che Vitae, la guida dei vini dell’Ais dedica a Castello di Cigognola, struttura dichiarato patrimonio storico dal Fai e centro dell’azienda agricola fondata da Gianmarco e Letizia Moratti. Questo bianco da Pinot nero è, purtroppo, quasi una rarità perché ne sono state prodotte solo 3.000 bottiglie. Un grande vino che presenta un perlage fine e persistente, sostenuto da un bouquet complesso tra sentori floreali e fruttati e, in chiusura, nuance di nocciola tostata e biscotti secchi. L’ingresso in bocca è intenso, avvolgente, con una freschezza decisa e una sapidità appagante e persistente che si chiude con delle eccellenti note agrumate. Tutto questo grazie ai 5 anni di sosta sui lieviti.
Castello di Cigognola – Piazza Castello, 1 – Cigognola (PV)

 

Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Rive Di Collalto Millesimato Demi-Sec (foto 12)
Questa proposta di Mionetto è davvero un brindisi speciale perché offre uno spumante raffinato, della Luxury Collection, l’innovativa linea di eccellenza dedicata esclusivamente al canale Ho.Re.Ca., che rappresenta l’espressione dello stile enologico dell’ultracentenaria cantina di Valdobbiadene. “Rive di Collalto” è ottenuto da uve Glera raccolte rigorosamente a mano, nelle “Rive” della frazione di Collalto - Susegana, in vigneti adagiati nell’area del Prosecco Superiore DOCG. Dal caratteristico colore giallo paglierino brillante, si caratterizza per la sua spuma fitta e un perlage fine e persistente. Le note dolci che richiamano la frutta matura e il miele, impreziosite da sentori di salvia e note speziate, si bilanciano con una fresca e garbata acidità.
La sua gradazione zuccherina lo rende ideale per accompagnare i dessert, diventando così un alleato perfetto per gustare al meglio i dolci tradizionali natalizi come panettone, pandoro, torrone.
Mionetto – Via Colderove, 2 – Valdobbiadene (TV)

 

Valdobbiandene Superiore Di Cartizze Dry 2018 (foto 13)
La famiglia Vettoretti ha appena festeggiato il secolo di attività nel mondo del vino. Risale al 1918 l’impianto della prima vigna, da parte del bisnonno Bepi, su una dolce collina della zona di Cartizze chiamata “la Tordera” che poi ha dato il nome all’azienda. Per questo abbiamo scelto il Cartizze del 2018 caratterizzato da un perlage finissimo e continuo, un bouquet di invitanti profumi di cedro ma anche di fiori di campo, di erbe aromatiche e spezie dolci. Al palato merge subito la dolcezza, sostenuta da una bella freschezza, sapidità e sorso equilibrato e cremoso. Lungo e intrigante il finale, fatto prevalentemente di agrumi.
La Tordera – Via Alnè Bosco, 23 – Vidor (TV)



 

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Photo Credits

Photo 1 : Foto di Markéta Machová da Pixabay
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