18feb 2024
Elogio del mangiare con le mani, di Allan Bay
Articolo di: Fabiano Guatteri

Allan Bay è nato a Milano si è laureato in Economia politica alla Bocconi con una tesi in Storia economica. Dal 1994 è giornalista nel settore enogastronomico. Ha scritto sul “Corriere della Sera”, ha curato la rubrica settimanale dei ristoranti milanesi su “ViviMilano” e anche una rubrica settimanale di cultura culinaria su “Diario della settimana”. Dal 2003 al 2006 è stato professore incaricato di Cucina presso l’Università di Pavia. Con Feltrinelli ha pubblicato una serie di libri di cucina: Cuochi si diventa , Cuochi si diventa 2 , Cuoco me (“Kids”, 2005), Le ricette degli altri , 77 ricette perfette e un romanzo scritto con Camilla Baresani, La cena delle meraviglie e molti altri ancora.

 

Leggendo il suo Elogio del mangiare con le mani, si impone, qualificando subito il libro, l’apporto storico che costituisce il primo capitolo. La narrazione attentamente documentata porta a un percorso che inizia nella preistoria, quando l’uomo “aveva la coda” sino all’invenzione della forchetta, nata in Cina e messa a punto a Bisanzio.

 

Ed è questa la posata che l’autore non ama. Il cucchiaio, è una necessità, il coltello può servire per preparare i cibi da consumare con le mani, ma la forchetta proprio no. E qui ricorda Jun’ichirō Tanizaki  che nel suo Libro d’OmbraDiceva di come la forchetta, rispetto alle bacchette orientali, avrebbe un’interazione più brutale e aggressiva col cibo; in altre parole, mentre le bacchette accolgono il cibo, cioè lo raccolgono senza spezzarne l’unità e l’armonia, la forchetta lo infilza e lo trafigge, inserendosi in esso come corpo esterno e rompendone l’unità estetica

 

Le posate furono argomento di riflessione anche per un economista quale Karl Marx  che in Lineamenti fondamentali della critica dell’economia politica, scriveva “La fame è la fame; tuttavia, una fame che venga soddisfatta da carne cotta mangiata con coltello e forchetta, è una fame diversa da quella che vien placata da carne cruda mangiata, servendosi di mani, unghie e denti. Mediante la produzione non è solo prodotta la materia del consumo, ma anche il modo del consumo.” Ossia la produzione non crea solo il prodotto, ma anche il bisogno di consumarlo in un certo modo, in questo caso con le posate. Pertanto si tratta, al contrario della fame, di un bisogno culturale se si considera che vi sono popolazione che mangiano dignitosamente con le mani o utilizzando altri strumenti quali le bacchette.

 

Torniamo all’Elogio del mangiare con le mani. Abbiamo chiesto all’autore di fornirci una chiave di lettura del suo libro,
Elogio concerne una mia passione che solo pochi intimi sanno, che è mangiare con le mani. Come ho scritto “ toccando il cibo con le mani si
entra in una comunione con esso che non è sbagliato definire mistica”.
E passando da Karl Marx a Friedrich Hegel,  Bay cita il filosofo di Stccarda quando ricorda che “tutto ciò che è razionale è reale, tutto ciò che è reale è razionale» e siccome la sua passione è sostanzialmente reale, è pertanto anche razionale.

 

Sino a oggi, tuttavia, non l’avevo mai razionalizzata; non avevo neanche provato, considerandola semplicemente un mio vezzo, uno dei tanti, di non facile spiegazione”. E poi, con un certo compiacimento, ammette di essere da sempre snob e “mangiare con le mani reputo che sia la quintessenza dello snobismo”.

 

Ma con ciò non nutriva neppure il sospetto che un giorno avrebbe potuto redigere un libro sul mangiare con le mani. “Però arrivò il momento di razionalizzare questa passione quantomeno per mio uso e consumo”. Pertanto cominciò a scrivere a ruota libera traducendo in parole pensieri, spunti, ricette e fu così che si accorse che di fatto aveva raccolto il materiale necessario per pubblicare un libro e ciò accadde: “era il giorno del mio compleanno, l’11 ottobre del 2021”.

 

Elogio è anche un grande viaggio attraverso il pianeta per incontrare i vari cibi da mangiare con le mani, di cui fornisce brevi ricette descrittive, in culture che non usano le posate, non perché siano primitive, ma semplicemente diverse. Elogio entra nel merito di quali cibi si possano mangiare con le mani e quali no. Chiudono l’opera venti racconti autobiografici che vedono protagonisti altrettanti piatti, rigorosamente consumati con le mani, semmai con l’aiuto del coltello, ma mai della forchetta.

 

 

Elogio del mangiare con le mani
Allan Bay
Il Saggiatore
Febbraio 2024
336 pagine
€ 18

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